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Generali e l’avvicinamento alla ricerca: un nuovo paradigma per il futuro

In ECONOMIA
Agosto 05, 2024

In un’epoca segnata da rapidi cambiamenti e da una crescente complessità globale, il legame tra ricerca scientifica e settore industriale si mostra più vitale che mai. Cristiano Borean, attuale direttore finanziario di Generali e presidente della Mib Trieste School of Management, ha recentemente sottolineato l’urgenza di questo avvicinamento in un’intervista concessa in occasione dei sessant’anni dell’Istituto di fisica teorica Abdus Salam (ICTP) di Trieste, un centro di eccellenza sotto l’egida delle Nazioni Unite.

L’ICTP, che durante la Guerra Fredda fu pioniere nella cosiddetta “science diplomacy”, continua a rappresentare un modello di come la scienza possa favorire non solo il progresso tecnologico, ma anche il dialogo interculturale e la comprensione mutua. In questo contesto, Borean – la cui carriera ha abbracciato sia il mondo accademico che quello corporativo – propone un rinnovato dialogo tra questi due mondi, suggerendo una sorta di inversione di paradigma.

Per decenni, la ricerca ha spesso operato con l’orizzonte del lungo periodo, mentre il mondo aziendale si è concentrato su obiettivi a breve termine, spinti dalla necessità di risultati immediati e dalla pressione degli shareholder. Tuttavia, secondo Borean, è necessaria una strategia più integrata: le aziende dovrebbero ispirarsi ai modelli a lungo termine della ricerca per garantire una crescita sostenibile e innovazioni dirompenti. Allo stesso tempo, il mondo della ricerca dovrebbe considerare applicazioni più immediate delle proprie scoperte, contribuendo così a una più rapida trasformazione del tessuto produttivo e sociale.

La visione di Borean non è solo teorica. Alla Generali, questa filosofia è diventata parte integrante dell’approccio strategico dell’azienda. “È nel nostro DNA, nella nostra storia, e vogliamo che sia anche il nostro futuro”, ha affermato il dirigente. Questo orientamento si manifesta attraverso un impegno attivo nel promuovere progetti che collegano l’impresa alle università e ai centri di ricerca, creando un fertile terreno per l’innovazione realizzabile.

Inoltre, la visione di Borean si nutre delle proprie esperienze personali nei laboratori del Cern a Ginevra e a Stanford, dove la collaborazione internazionale e l’assenza di barriere culturali hanno forgiato un ambiente stimolante e produttivo. Questi ricordi rafforzano la sua convinzione che la scienza non solo avanzasse la conoscenza, ma fosse anche un catalizzatore per la pace e la comprensione globale.

Il messaggio di Borean arriva in un momento cruciale, in cui la pandemia globale ha evidenziato quanto sia essenziale l’innovazione scientifica per rispondere a sfide di scala mondiale. In linea con tali necessità, l’avvicinamento proposto tra impresa e ricerca potrebbe non solo amplificare la capacità di risposta alle crisi attuali, ma anche prefigurare nuovi modelli di cooperazione per un futuro più resiliente e sostenibile.

Nel contesto attuale, ricco di sfide ma anche di immense potenzialità, la proposta di Borean offre spunti di riflessione fondamentali per chiunque sia interessato a comprendere e modellare il futuro del rapporto tra scienza e industria. Una nuova alleanza tra questi due mondi appare non solo desiderabile, ma necessaria, per un’avanzata armoniosa e integrata verso un futuro definito dall’innovazione responsabile e dal progresso condiviso.