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Gilardino medita cambi tattici contro la Juventus

In SPORT
Marzo 16, 2024

È tempo di sfide importanti per il Genoa che, in vista del prossimo match contro la Juventus, si appresta a calcare il prato dello Juventus Stadium con diverse novità di formazione. Il tecnico del Grifone, Alberto Gilardino, si trova a dover gestire l’assenza di Edoardo Sabelli per squalifica e l’infortunio che ha colpito Stefano Martin, circostanze che costringono a una riflessione profonda sullo schieramento iniziale.

Conosciuto fino a questo momento per preferire un modulo 3-5-2, Gilardino ha suggerito la possibilità di cambiamenti tattici sia in fase di partenza che durante il corso della partita. “La nostra strategia è la variabilità” – ha dichiarato con convinzione l’allenatore –. L’obiettivo del tecnico sembra quello di rendere la sua squadra imprevedibile e adattabile, capace di mutare disposizione in campo in modo da potersi schierare sia con quattro che con cinque difensori, in base alle necessità del gioco.

Una delle possibili novità riguarda anche il reparto offensivo, dove l’abbondanza di scelte offre al mister diverse opzioni. Vitinha, in particolare, si candida con forza per una maglia da titolare grazie alle sue ultime convincenti prestazioni in cui è partito dalla panchina, ma l’attenzione si concentra anche sul recente episodio riguardante la scelta del battitore di un calcio di rigore. Mateo Retegui, che non segna da tempo, e Gudmundsson sono stati protagonisti di un piccolo battibecco su chi dovesse assumersi la responsabilità dal dischetto, episodio sul quale Gilardino è intervenuto chiarificatore: “Credo sia positivo che entrambi vogliano segnare, tuttavia esistono delle gerarchie all’interno della squadra”. Dunque, senza tensioni all’interno del gruppo, è Gudmundsson a essere designato come principale esecutore dei rigori.

Con queste premesse, il match contro la Juventus si annuncia ricco di incognite, con un Genoa che pare deciso a non scendere in campo con il solo compito di comparsa. La priorità sarà non solo quella di affrontare un’avversaria formidabile, ma anche di dimostrare sul campo la capacità di adattamento e la solidità di un collettivo che, nelle parole del proprio allenatore, sa trasformarsi per il bene della squadra. La sfida è quindi lanciata e tutto rimane da scoprire nel confronto che si disputerà domani a Torino.