In un recente sviluppo legato al caso di Manolo Portanova, calciatore della Reggiana, la Corte federale d’appello della Federcalcio ha deciso di posticipare ogni decisione in merito a un giudizio sportivo, in attesa del completamento dell’iter penale. Portanova, che lo scorso 6 dicembre 2022 è stato condannato penalmente in primo grado a sei anni di reclusione per il grave reato di violenza sessuale di gruppo, si trova ora al centro di un controverso incrocio tra disciplina sportiva e giustizia ordinaria.
La decisione della sospensione arriva dopo un percorso giudiziario complesso in cui una precedente risoluzione sportiva non aveva trovato una norma specifica adeguata per il giudizio. Il collegio arbitrale presso il Coni, il 19 gennaio, aveva parzialmente accolto il ricorso della procura generale dello sport, sottolineando la necessità di un rinvio al giudizio definitivo in ambito penale per poter proferire qualsiasi deliberazione sportiva.
Il caso Portanova pone in evidenza la difficile interazione tra i codici di condotta interni alle federazioni sportive e la legge penale dello stato. Se da una parte la giustizia ordinaria procede secondo il suo corso, dall’altra lato il mondo dello sport osserva attento, essendo esso regolato anche da principi di etica e responsabilità personale che trascendono le semplici prestazioni atletiche.
Molti si interrogano sui possibili scenari futuri: dipenderanno essenzialmente dall’esito del processo di appello in sede penale, a seguito del quale la FIGC dovrà valutare se e come intervenire nei confronti del giocatore, tenuto conto delle normative sportive vigenti e delle azioni da intraprendere a tutela dell’immagine e dei valori etici del calcio italiano.
Nel frattempo, la Reggiana e l’ambiente calcistico in generale attendono con apprensione il proseguimento sia del procedimento penale, sia di quello sportivo. La sospensione del giudizio sportivo non è solo una misura prudenziale ma anche un simbolo del rispetto dovuto al processo penale, che dovrà stabilire in maniera definitiva le responsabilità del calciatore.
Questo caso sottolinea l’importanza di un approccio coordinato tra le diverse giurisdizioni, che permetta, da un lato, il pieno accertamento della verità e, dall’altro, la gestione equa di situazioni che coinvolgono direttamente la comunità sportiva e i suoi valori fondanti.
