Oggi le giornaliste e i giornalisti italiani hanno incrociato le braccia in segno di protesta. La principale motivazione dello sciopero è la scadenza del contratto di lavoro, che da oltre dieci anni non viene rinnovato, e la mancanza di investimenti da parte degli editori aderenti alla Fieg, nonostante le ingenti sovvenzioni pubbliche ricevute. “Il giornalismo è un presidio fondamentale per la vita democratica del Paese – spiegano le associazioni dei giornalisti – eppure continuiamo a registrare tagli alle risorse e precarizzazione del lavoro. Chiediamo un contratto degno, investimenti mirati e maggiore attenzione al valore sociale della professione”. La mobilitazione coinvolge quotidiani, periodici e testate online, con adesioni diffuse su tutto il territorio nazionale. Secondo i sindacati, lo sciopero rappresenta un segnale forte per gli editori: il giornalismo non può essere considerato un mero bene commerciale, ma un servizio essenziale per i cittadini. Le trattative con la Fieg proseguono a rilento, e le giornaliste e i giornalisti auspicano un confronto serio e immediato per superare anni di ritardi contrattuali e salvaguardare la qualità dell’informazione in Italia.
di Fausto Sacco
