Le ultime esternazioni della Schlein sono state interpretare in maniera non concorde; taluni hanno criticato i toni, altri il momento, altri ancora hanno pensato di ribellarsi a quelle che considerano falsità. Realisticamente, parlare di un Paese alla deriva nello stesso momento nel quale le agenzie internazionali di rating assegnano la A all’Italia, fa pensare ad una dichiarazione improvvida e palesemente falsa che poi, considerando chi l’ha prodotta è in linea con la poca stima in generale accreditata al personaggio. Stavolta però possiamo almeno parlare di coerenza, al ribasso ma pur sempre coerenza. La Schlein è incapace di dare una prospettiva politica al suo partito e quindi al Paese, che possa trasformare l’anelito comune ad una maggiore giustizia sociale, ad una migliore tutela dei diritti umani, al maggior rispetto per l’ambiente in un programma di partito facendo confluire in esso significativi consensi. La segreteria PD pertanto si barcamena e vive all’inseguimento di Conte e Landini per cercare di andare oltre le esternazioni dei due che pure si segnalano sul terreno dell’azzardo propagandistico. Una specie di bar dello sport della politica in cui misurarsi a chi la spara più grossa. E così assistiamo a dichiarazioni offensive ed intimidatorie, ad una leader accusata di esercitare la prostituzione, oppure augurarle disgrazie personali o peggio ancora incitare alla violenza sui figli. Così decenni e decenni di rispetto e battaglie per i diritti femminili e non, vengono annullati e sacrificati per fare una battaglia di pura strategia mediatica. Il risultato è che i cittadini e soprattutto i giovani, che vivono con gli occhi aperti sul presente, si allontanano sempre più dalla politica e soprattutto dai seggi elettorali. La destra alla quale, pur in una situazione complessiva di Paese con stagnazione dei salari e ristrettezze significative nelle quali devono sottostare sanità e welfare, ma che gode attualmente di una fase di stabilità e crescita nei limiti della complessa situazione economica mondiale, dovrebbe attrezzarsi per combattere la strategia mediatica della sinistra basata sulla violenza, verbale e non, restando solo sul terreno della politica, cercando di far capire agli elettori che non vi è nessun progetto di pieni poteri o di assalto ai diritti e al regime parlamentare e democratico voluto dalla costituzione. Compito della destra democratica è quello di, finalmente, diventare un blocco a difesa dei diritti dei cittadini e della ricerca del bene comune. Cerchi la destra di non seguire la deriva di una sinistra che così come è oggi sta rinnegando tutto un percorso che da Togliatti passando per Nenni e Berlinguer è stato un percorso di ricerca di maggiore democrazia e di realizzo di una rivoluzione attraverso la trasformazione.
di Domenico Salerno

