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Il Definitivo Via Libera al Decreto Superbonus: una Nuova Tappa per il Settore Edilizio e Fiscale Italiano

In POLITICA
Maggio 23, 2024

L’Aula della Camera dei Deputati ha recentemente approvato il decreto legge sul Superbonus, con un’ampia maggioranza di 150 voti favorevoli rispetto a 109 contrari. Il provvedimento, già sancito dal Senato il 16 maggio, marca ora il suo ingresso definitivo nel corpus legislativo italiano, introducendo modifiche rilevanti nel panorama delle agevolazioni fiscali legate alla riqualificazione edilizia e all’efficienza energetica.

La riforma del Superbonus, esordita in tempi di crisi economica come propulsore di crescita nel settore dell’edilizia, incarna oggi un tale di cambiamenti strategici. La novità più evidente è l’estensione del periodo di detrazione delle spese da quattro a dieci anni, a partire dal 1° gennaio 2024. Questa modifica, interessando investimenti complessivamente vicini ai 12 miliardi di euro fra il 2024 e il 2025, altera significativamente il flusso di vantaggi fiscali pianificato da cittadini e imprenditori.

Un altro aspetto di grande impatto è la revisione della politica fiscale rivolta alle istituzioni bancarie. Dall’anno fiscale 2025, sarà infatti vietato alle banche compensare i crediti derivanti dal Superbonus con i debiti previdenziali e assistenziali, nonché con i premi assicurativi per infortuni sul lavoro e malattie professionali. Le sanzioni previste per il mancato rispetto di questa norma contemplano il recupero dei crediti con aggiunta di interessi.

Le banche, le assicurazioni e gli intermediari finanziari subiranno ulteriori restrizioni: coloro che hanno acquisito crediti a un valore inferiore al 75% del loro valore originale dovranno ripartire l’ammortamento in sei rate annuali, le quali a loro volta non potranno essere né cedute né suddivise ulteriormente. Questo nuovo schema rappresenta un tassello cruciale nella strategia governativa di controllo e stabilizzazione del mercato dei crediti d’imposta.

Sul fronte dei benefici relativi agli inquilini e ai proprietari, in caso di interventi edilizi, il classico “bonus casa” subirà una sequenza di aggiustamenti decrescenti, passando dal 50% del 2023 al 30% nel periodo 2028-2033, con un limite di spesa deducibile che si riduce proporzionalmente.

Nel tentativo di incentivare ulteriormente la ripresa nelle aree più colpite da eventi sismici degli ultimi anni, il governo ha altresì alloccato 400 milioni di euro per promuovere la cessione di crediti e lo sconto in fattura esclusivamente nei territori interessati dai sismi del 2009 e del 2016. Questo fondo avrà un impiego circoscritto alle nuove pratiche, delineando un orizzonte di prioritaria assistenza.

Non mancano incentivi aggiuntivi per il 2025, con stanziamenti specifici per il sostegno a interventi in altre zone sismiche e risorse finanziare destinate agli enti del terzo settore. In aggiunta, i Comuni saranno coinvolti più attivamente nei controlli relativi alle operazioni di cantieristica amplificate dal Superbonus, ricevendo il 50% delle somme ricavate dalle sanzioni per irregolarità.

Infine, il decreto prevede il rinvio dell’implementazione di ulteriori tassazioni, come la “sugar tax” e la “plastic tax”, posticipate rispettivamente al luglio 2025 e al luglio 2026. Queste misure, originariamente previste per entrare in vigore a luglio di quest’anno, sono state dilazionate per permettere una transizione più morbida verso i nuovi quadri fiscali.

Il decreto Superbonus mostra l’ambizione del governo di stimolare l’economia attraverso il settore edilizio, imponendo al contempo un quadro più rigido e strutturato per la gestione delle agevolazioni fiscali. Si tratta di un delicato equilibrio tra crescita economica e sostenibilità fiscale, formulato per ridefinire critici aspetti del paesaggio economico e sociale italiano nei prossimi anni.