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Il futuro dell’aftermarket automobilistico nell’era dell’elettrificazione

In ECONOMIA
Settembre 19, 2024

L’industria italiana dei ricambi auto si conferma un pilastro robusto nell’ambito economico del paese, mostrando una notevole resilienza di fronte alle incertezze portate dall’avanzamento delle tecnologie elettriche. Secondo l’ultima ricerca condotta dal Centro Studi Tagliacarne per le Camere di commercio di Modena e Torino, con il supporto dell’ANFIA, la transizione verso veicoli elettrici non sembra infondere timore nei cuori degli imprenditori del settore.

Il fenomeno dell’elettrificazione, che sta vivendo una crescita globale, implica una riduzione dei componenti tradizionali a motore endotermico. Tuttavia, la ricerca evidenzia come solo una modesta percentuale del 5% delle imprese stia attualmente indirizzando la propria produzione verso l’elettrico. La maggioranza sembra scommettere sulla continuità del mercato dei ricambi per i motori convenzionali, che rimarranno in circolazione ben oltre il 2035, garantendo così opportunità di affari per molti anni a venire.

Questo settore, che occupa quasi 400 mila lavoratori e genera un fatturato complessivo di 28,1 miliardi di euro, si mostra particolarmente vitale, con previsioni di crescita per il 41% delle imprese e una prevista espansione della forza lavoro per il 27% degli intervistati. La Lombardia si conferma il cuore pulsante di questa industria, concentrando da sola il 28,6% del fatturato del nord Italia, che rappresenta più del 70% del valore complessivo del settore.

Nonostante l’ottimismo, esiste una preoccupazione dominante che grava sugli imprenditori: la concorrenza internazionale, in particolare quella proveniente dalla Cina. Circa il 37,7% delle imprese identifica in questa una minaccia principale alla crescita, data la capacità di quei mercati di produrre componenti a costi significativamente inferiori.

L’aftermarket, come parte integrante dell’industria automobilistica, tende ad accogliere i cambiamenti tecnologici a un ritmo più moderato rispetto alla produzione di componenti originali. Questo fenomeno è dovuto alla dipendenza dalla composizione del parco circolante esistente, come evidenzia Gianmarco Giorda, direttore generale di ANFIA. L’adattabilità e l’evoluzione sono quindi essenziali, richiedendo un investimento continuo in tecnologie digitali e soluzioni sostenibili.

In questo contesto di cambiamento, il supporto a innovazioni che rispettino criteri ecologici potrebbe non solo diversificare l’offerta del settore ma posizionarlo favorevolmente di fronte alle sfide future. La transizione verso un’economia più verde, che include la riduzione delle emissioni e l’uso di materiali sostenibili nel processo produttivo, rappresenterà un requisito inevitabile e una considerazione critica per le strategie a lungo termine delle imprese operanti nel settore automotive.

In conclusione, mentre l’industria dei ricambi auto si avvicina a una nuova era caratterizzata dall’elettrificazione e da crescenti pressioni competitive internazionali, le strategie proattive e l’innovazione saranno cruciali per mantenere la sua posizione di leader sul mercato e per continuare a contribuire in modo significativo all’economia italiana. Le prospettive di sviluppo restano positive, evidenziando un settore agile, pronto sia a difendere le proprie tradizioni industriali sia ad abbracciare nuove opportunità in un panorama in rapida evoluzione.