L’economia giapponese tira un sospiro di sollievo nell’ultimo trimestre del 2023, registrando una crescita marginale che le permette di evitare l’incubo di una recessione tecnica. Mentre i consumi stentano a prendere il volo, stroncati da un’inflazione che continua a gravare sul potere di acquisto delle famiglie, gli investimenti aziendali hanno dato una mano decisiva alla seconda economia più grande dell’Asia.
La prima stesura dei dati sul prodotto interno lordo (PIL) giapponese aveva già suggerito un possibile cambiamento di rotta rispetto alle performance negative del terzo trimestre, quando l’economia aveva subito una contrazione dello 0,8%. La revisione dei numeri per il periodo compreso tra ottobre e dicembre mostra ora un incremento dello 0,1%, che, seppur minimo, è sufficiente a scongiurare due trimestri consecutivi di calo del PIL, ovvero la definizione tecnica di recessione.
La differenza la fanno gli investimenti delle aziende, che hanno sorpreso positivamente con una salita del 2%, ben al di sopra delle aspettative iniziali che si attestavano verso una diminuzione dello 0,1%. Questa inversione di tendenza solleva parzialmente le preoccupazioni degli economisti che ora guardano con maggior ottimismo alla possibilità di un consolidamento della crescita economica del paese.
I consumi privati, responsabili per più della metà del PIL nipponico, rimangono tuttavia una nota dolente. Il calo dello 0,3% rispecchia le difficoltà delle famiglie nel fronteggiare i prezzi in aumento e indica che la ripresa del potere di acquisto è ancora un obiettivo da raggiungere. Questa debolezza dei consumi amplifica l’importanza di una crescita dei salari, attualmente al centro delle negoziazioni annuali, e posta come fondamentale per una reale ripresa di lungo termine del mercato interno.
La Banca del Giappone è in procinto di affrontare le sfide che si presentano con l’inizio del nuovo anno fiscale e la necessità di mantenere un occhio vigile sulla sua politica monetaria. Mentre l’obiettivo del 2% di inflazione resta nel mirino, si prospetta un cauto allentamento delle misure ultra-espansive e l’auspicio di mettere fine all’era dei tassi di interesse negativi.
Il quadro è quindi di prudente ottimismo, in cui il superamento di un ostacolo apre scenari di possibile crescita, ma non mancano sfide significative che il Giappone dovrà continuare ad affrontare con determinazione.
