Nel corso del primo semestre del 2024, il panorama immobiliare italiano ha mostrato segnali misti che riflettono una fase di evoluzione e adattamento del settore. Secondo i dati emergenti dalla collaborazione tra Itas Mutua e Fiaip, presentati durante il loro ultimo incontro a Trento, il numero totale di compravendite residenziali ha registrato una lieve contrazione, attestandosi a circa 340.000 operazioni, segnando una diminuzione del 3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo decremento è stato però controbilanciato da una crescita significativa nel segmento delle prime case, che ha visto un incremento del 10%.
L’85% delle operazioni immobiliari intermediate riguarda l’acquisto di prime case, denotando una tendenza verso una maggiore stabilità abitativa da parte degli italiani. Questa crescente propensione all’acquisto della prima casa si affianca al fenomeno degli “scambi abitativi”, dove il 65% degli acquisti coinvolge persone che vendono la propria dimora attuale per trasferirsi in una soluzione abitativa che meglio risponde alle nuove esigenze familiari e personali, sia essa più ampia o più compatta.
Parallelamente, il mercato ha registrato un notevole incremento degli acquisti effettuati mediante finanziamento bancario. Queste operazioni, che ora rappresentano circa due terzi del totale, vedono gli importi finanziati variare tra il 75% e l’85% del valore dell’immobile, una fascia piuttosto elevata che sottolinea la centralità del credito nell’economia immobiliare.
Nonostante il calo delle compravendite, i prezzi delle abitazioni hanno mostrato una resilienza notevole, aumentando del 2,5% su base semestrale. Tale rialzo è stato particolarmente marcato nelle città di grande rilievo metropolitano, turistico, universitario e lavorativo, confermando l’attrattiva di queste aree come poli d’investimento sicuri e redditizi.
Anche il segmento degli immobili nuovi o ristrutturati ha segnato una crescita solida, con un incremento del 5% delle transazioni. Tra le tipologie di abitazioni, i trilocali usati rimangono i più ricercati dai compratori, i quali mostrano un rinnovato interesse per gli spazi abitativi nelle zone semicentrali e centrali delle città.
Le dinamiche di mercato si sono rivelate differenti nel settore delle locazioni, dove il 2024 ha visto un aumento del 5% nel numero di contratti stipulati. La pressione di una domanda crescente, accoppiata a una riduzione dell’offerta, ha spinto verso l’alto i canoni di locazione, con un aumento dell’8% nei primi sei mesi dell’anno. Tra le formule di locazione predilette emerge il canone concordato, scelto dal 45% del mercato locativo, riflettendo le difficoltà economiche e le incertezze future che spingono molti a preferire soluzioni abitative più flessibili e accessibili.
Sebbene il settore residenziale abbia mostrato dinamismo, le aree commerciali, uffici e capannoni industriali hanno mantenuto una stabilità quasi statica rispetto all’anno precedente. Questo equilibrio dimostra la persistenza di sfide nel settore non residenziale, dove il mercato mostra cautela e conservatorismo tra gli investitori.
La richiesta di Fiaip di introdurre la cedolare secca anche per le locazioni non residenziali evidenzia l’esigenza di riforme fiscali che possano stimolare ulteriormente il settore. La capacità di adeguarsi alle nuove esigenze del mercato sarà determinante per il futuro dell’immobiliare italiano, un settore che continua ad evolversi in un contesto economico globale in continua trasformazione.
