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Il Nucleare e i Suoi Costi Nascosti: Un’Analisi Economica

In ECONOMIA
Dicembre 10, 2024

In un’epoca in cui la sostenibilità e l’efficienza energetica sono al centro del dibattito globale, il costo dell’energia nucleare viene spesso scrutinato da economisti e ambientalisti. Una recente indagine promossa dalla coalizione 100% Rinnovabili Network ha gettato nuova luce sui costi associati alla produzione di energia elettrica tramite il nucleare, rispetto a quelle più sostenibili come il fotovoltaico e l’eolico.

Durante la presentazione del “Report sui costi del nucleare” tenutasi oggi a Roma, è stato evidenziato come il nucleare possa non solo rivelarsi significativamente più dispendioso rispetto alle fonti rinnovabili, ma porti con sé anche costi ulteriori non immediatamente evidenti. Per esempio, nel corrente anno, il prezzo a megawattora per la generazione di elettricità tramite nuove installazioni nucleari in Europa è stato stimato dall’Agenzia Internazionale per l’Energia a 170 dollari, decisamente superiore ai 50 dollari del solare fotovoltaico, ai 60 dollari dell’eolico onshore e ai 70 dollari dell’eolico offshore.

Queste cifre, tuttavia, non raccontano l’intero racconto. Al costo per megawattora si aggiunge la spesa per lo smantellamento delle centrali e la bonifica dei siti contaminati, una problematica non trascurabile che impone riflessioni approfondite. Il disassemblamento e la gestione sicura dei materiali radioattivi rappresentano una sfida costosa e di lungo periodo. Le stime più recenti, datate 2019, posizionano i costi previsti per la sola gestione dei rifiuti radioattivi europei tra 422 e 566 miliardi di euro, escludendo i costi dello smantellamento.

Approfondendo il dibattito, è il caso di considerare anche i Small Modular Reactors (SMR), ovvero piccoli reattori modulari che alcuni promuovono come soluzione più agile e sicura rispetto alle grandi centrali. Tuttavia, il rapporto evidenzia che i costi di produzione di questi impianti sono ancora superiori rispetto a quelli tradizionali.

Di fronte a queste cifre, il confronto con le rinnovabili diventa ancora più marcato. Non solo dal punto di vista economico, ma anche di impatto ambientale e di sostenibilità a lungo termine. Le tecnologie verdi, più agili e meno invadenti, mostrano una curva di costo in discesa, grazie alle innovazioni tecnologiche e all’aumento di scala.

La scelta energetica di un paese non è solo una questione di costi immediati, ma anche di investimenti per il futuro. In questo quadro, la transizione verso le rinnovabili non appare più solo desiderabile, ma inevitabile e urgentemente necessaria, tanto per motivi economici quanto per la salvaguardia ambientale.

Queste conclusioni, tratte dal rigoroso studio promosso da 100% Rinnovabili Network, potrebbero quindi fungere da catalizzatore per un ripensamento delle politiche energetiche, favorendo una maggiore incisività nei supporti alle energie rinnovabili, ora più necessari che mai. La questione resta aperta e il dibattito pubblico, alimentato da dati e analisi economiche, continua a svolgere un ruolo cruciale nella definizione delle strategie energetiche a livello globale.