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Investimenti e Crescita: Confindustria Chiede Maggiori Sforzi

In ECONOMIA
Novembre 26, 2024

In un contesto economico che richiede un rinnovato impulso verso la sostenibilità, Angelo Camilli, vicepresidente di Confindustria dedicato al settore del credito, finanza e fisco, ha recentemente rilevato alcune criticità nelle politiche di sostegno agli investimenti e alla crescita proposte dalla manovra governativa. Le sue osservazioni sono emerse durante l’ASviS Live, evento focalizzato sullo sviluppo sostenibile dell’italia, dove è stato discusso anche il policy brief di ASviS relativo alla Legge di Bilancio per il 2025.

L’accresciuta necessità di modernizzare il tessuto produttivo nazionale attraverso investimenti in macchinari avanzati e rinnovati processi aziendali è una tematica centrale per il vicepresidente. Camilli ha indicato che, nonostante l’introduzione del piano 5.0, il quale si propone di indirizzare risorse verso queste esigenze, l’attuazione pratica è ancora lenta e non sufficientemente incisiva. Proposte concrete sono state fatte per ottimizzare l’allocazione e l’uso delle risorse, in attesa che tali suggerimenti trovino concreta applicazione nelle politiche future.

Secondo Camilli, la manovra economica attuale non rispecchia adeguatamente le necessità delle imprese, che si trovano a dover navigare il percorso della sostenibilità con risorse limitate e insufficienti supporti in termini di crescita e patrimonializzazione. L’assenza di stimoli adeguati rischia di intralciare quel dinamismo economico che l’Italia ha dimostrato negli anni recenti.

Inoltre, il vicepresidente ha messo in luce la necessità di adottare misure fiscali incentivanti, specialmente a seguito dell’abrogazione dell’Ace, che favoriscano gli investimenti produttivi. Tra le proposte di Confindustria figura un’agevolazione sull’Ires, consistente in una riduzione di cinque punti percentuali per le imprese che reinvestono una quota significativa degli utili in innovazione, sostenibilità e benessere dei lavoratori. Queste misure vantaggiose non solo potrebbero propiziare un incremento di produttività e redditività ma anche potenziare la responsabilità sociale delle imprese.

Altrettanto critica è la questione dell’accesso al credito. Camilli ha sottolineato l’esigenza di rendere permanente il Fondo di Garanzia per le PMI, attualmente in scadenza, e di considerare possibili potenziamenti allo stesso, in modo da sostenere efficacemente la crescita economica e le necessarie trasformazioni strutturali nelle prospettive a lungo termine delle imprese italiane.

Queste osservazioni delineano un quadro in cui le politiche di sostegno attuali sono percepite come insufficienti di fronte alle sfide economiche e ambientali del prossimo futuro, evidenziando una netta necessità di riorientamento e rafforzamento delle strategie governative per garantire un’effettiva trasformazione sostenibile dell’apparato industriale nazionale.