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Italia Alla Ricerca di 3,6 Milioni di Lavoratori entro il 2028

In ECONOMIA
Marzo 11, 2024

Il mercato del lavoro in Italia si prepara ad affrontare una sfida importante nei prossimi cinque anni. Secondo il recente rapporto elaborato dal Sistema informativo Excelsior, realizzato in collaborazione tra Unioncamere e il Ministero del Lavoro, tra il 2024 e il 2028 potrebbe manifestarsi una richiesta complessiva di occupati che oscilla tra i 3,1 e i 3,6 milioni di persone, a seconda delle proiezioni macroeconomiche adottate nell’analisi.

Lo scenario delineato si compone sia di posti di lavoro destinati a sostituire il personale in uscita dal mercato, sia di nuovi potenziali posti di lavoro creati nell’economia. I numeri, seppur ampi, variano significativamente tra le proiezioni pessimistiche e ottimistiche, attestandosi su una crescita dello stock occupazionale che può spaziare da 238mila a 722mila nuovi impieghi.

Una variabile determinante sarà il concreto impatto delle iniziative legate al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Tra le previsioni, si stima che circa 2,9 milioni di occupati usciranno dal mercato del lavoro entro il quinquennio, con le sostituzioni che rappresenteranno l’80% della richiesta prevista in uno scenario positivo, arrivando fino al 92% in uno scenario negativo.

La situazione del mismatch tra domanda e offerta di lavoro rimane una questione prioritaria per l’agenda economica del Paese. Il presidente di Unioncamere, Andrea Prete, ha evidenziato come il mismatch costi all’Italia circa il 2,5% del suo Prodotto Interno Lordo, traducendosi in una stima per il 2023 di 43,9 miliardi di euro. Il fenomeno è percepito come il risultato di molteplici cause, tra cui spiccano le dinamiche demografiche del Paese.

Per contrastare questo trend, secondo Prete, è necessario puntare sull’orientamento e su un avvicinamento dei percorsi formativi alle trasformazioni del mercato del lavoro, rendendo l’istruzione e la formazione professionale più rispondenti alle esigenze delle aziende e dell’economia in trasformazione. L’obiettivo è quello di ridurre il divario tra le competenze richieste dalle aziende e quelle offerte dai lavoratori, in modo da favorire un innesto produttivo tra offerta e richiesta di lavoro e contribuire alla crescita sostenibile del mercato del lavoro italiano.

In conclusione, il report di Unioncamere mette in chiara evidenza la necessità di politiche mirate e di un sistema formativo più adeguato alle esigenze di un mercato in continua evoluzione, dove il capitale umano diviene sempre più centrale per la crescita e la competitività dell’economia nazionale.