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Italia Eccelle in Europa: Secondo Posto per Donne nei Cda del Settore Finanziario

In ECONOMIA
Gennaio 16, 2024
Con una significativa presenza femminile del 43,5%, l'Italia supera molti Paesi europei nella parità di genere nei consigli di amministrazione, ma le nuove nomine rallentano nel 2023.

Un recente studio dell’EY European Financial Services Boardroom Monitor pone l’Italia in una posizione di prestigio nel panorama europeo per la parità di genere nei consigli di amministrazione (cda), classificandosi al secondo posto, subito dopo la Francia, per la quota di donne presenti. Con un impressionante 43,5% di rappresentanza femminile nei cda delle aziende del settore finanziario e assicurativo, l’Italia dimostra un impegno concreto verso l’equilibrio di genere nei ruoli decisionali, superando i Paesi Bassi, la Germania e la Spagna che seguono rispettivamente con il 42,2%, 39,7% e 39,4%.

Nonostante questo risultato promettente, il 2023 segna un rallentamento nel trend di crescita delle nomine femminili nelle istituzioni finanziarie europee. Il 44% dei nuovi consiglieri sono donne, in diminuzione rispetto alla percentuale record del 51% registrata nel 2022. Gli esperti attribuiscono questo calo a diverse dinamiche, compresa la saturazione causata dal rapido aumento di nomine femminili negli anni precedenti e alla soglia del 40% prefissata per i posti di amministratore senza incarichi esecutivi prevista dalla Women on Boards Directive, da implementare entro il 2026.

L’Italia ha già adottato regolamentazioni che rispecchiano gli obiettivi di tale direttiva, e la sfida futura del Paese è quella di allineare la presenza femminile anche nelle posizioni di vertice aziendale. Stefano Battista, Italy Financial Services Market Leader di EY, sottolinea l’importanza di tale impegno, enfatizzando come il nostro Paese debba ambire a percentuali paritarie anche nelle figure apicali, andando oltre il rispetto delle soglie minime stabilite.

L’analisi di EY mostra anche un interesse crescente per le competenze digitali e di sostenibilità nei cda, ritendole essenziali per il futuro del settore. Nel 2023, il 36% dei nuovi consiglieri in Italia possiede expertise tecnologica, un incremento notevole rispetto al 19% dell’anno precedente, e il 24% ha competenze in ambito ESG/sostenibilità.

Questa tendenza evidenzia una trasformazione nel profilo dei membri dei consigli di amministrazione, che non riguarda solamente la parità di genere ma anche l’aggiornamento e l’ampliamento delle competenze per far fronte alle sfide del settore nei contesti in rapida evoluzione come quello tecnologico e della sostenibilità. La strada verso la piena parità di genere nei ruoli di leadership è ancora lunga, ma l’Italia sembra aver imboccato il percorso giusto, dimostrando che l’equilibrio di genere nei consigli può andare di pari passo con l’integrazione di competenze sempre più rilevanti e moderne.