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Italia Viva sostiene il ddl Nordio, verso l’abolizione dell’abuso d’ufficio

In POLITICA
Gennaio 10, 2024
Un dibattito acceso in Commissione Giustizia: tra riforme necessarie e timori di un passo indietro nella lotta al malaffare

La Commissione Giustizia del Senato ha ripreso con fervore l’esame del disegno di legge (ddl) Nordio, un provvedimento che promette di riformare in modo significativo il panorama giuridico italiano, e che trova nel partito Italia Viva un sostenitore convinto. Il senatore di IV Ivan Scalfarotto ha ribadito il favore del partito verso l’abolizione dell’abuso d’ufficio, sancita dall’articolo 1 del ddl, nonché verso la stretta sulla pubblicazione delle intercettazioni prevista nell’articolo 2.

Se da una parte il provvedimento è visto come un atto di civiltà giuridica e una risposta concreta alle richieste di efficientamento degli enti locali e delle pubbliche amministrazioni, dall’altra suscita non poche perplessità. Il capogruppo di Italia Viva alla Camera, Davide Faraone, evidenzia come la questione dell’abuso d’ufficio si risolva la maggior parte delle volte in assoluzioni o archiviazioni, e suggerisce che la critica all’abolizione possa non avere fondamento empirico. Secondo Faraone, tale abolizione dovrebbe permettere una maggiore responsabilità e efficienza, in linea con le promesse del ministro Nordio.

A contrastare questa visione, si levano le voci preoccupate dal Movimento 5 Stelle, con il senatore Roberto Scarpinato che parla di un cammino avviato “verso l’Italia del malaffare”. Secondo lui, una politica che sembra essere sotto l’influenza di forze esterne e irregolari non può ignorare la severità delle conseguenze che la corruzione porta nel tessuto socio-economico del Paese.

I lavori in Commissione proseguono spediti, e la presidente Giulia Bongiorno ha rilevato un clima di equilibrio nel dibattito. Tuttavia, il dibattito pubblico e parlamentare rimane acceso sull’opportunità e sulla bontà del provvedimento in esame. La seduta della Commissione, che è stata breve per permettere ai senatori di seguire i lavori dell’Aula, potrebbe portare a nuovi sviluppi già nel corso della giornata.

È indubbio che il provvedimento in oggetto tocchi corde sensibili del meccanismo democratico e giuridico italiano, mettendo in luce i contrasti tra una visione garantista di difesa delle libertà individuali e la necessità di mantenere efficaci strumenti di contrasto a fenomeni illeciti. Da un lato la spinta verso una maggiore efficienza amministrativa, dall’altro la difesa dei principi di legalità e trasparenza: l’Italia osserva con attenzione quale direzione prenderà il proprio futuro legislativo.