La questione fiscale torna prepotentemente al centro dell’attenzione politica e sociale in Italia. Il Governo guidato dalla premier Giorgia Meloni, attraverso le parole del viceministro dell’economia Maurizio Leo, ha posto l’accento su di una “scommessa” importante, ovvero quella di realizzare uno Stato “giusto”, che non deve essere soggetto a raggiri. Nonostante le tasse non siano percepite positivamente dalla popolazione, l’esigenza è quella di gestirle con responsabilità evitando la sperpero a fini elettorali.
In un incontro che ha visto presenti importanti figure del panorama politico ed economico italiano, è stato messo in risalto il lavoro svolto fino ad ora per una riforma che mira a un “fisco amico”. Questa riforma, descritta come un traguardo atteso da decenni, promette di riorganizzare un sistema tributario complesso e spesso poco comprensibile per i contribuenti.
Sono ben 9 i testi unici che, fino al 13 maggio, saranno oggetto di consultazione pubblica al fine di semplificare, sfoltire e rendere più accessibile l’imponente corpus di norme tributarie. L’intento, chiarito dal viceministro, è di giungere all’approvazione definitiva entro l’estate, anche se si dovrà passare attraverso l’imprescindibile iter parlamentare.
Parallelamente, si pone l’attenzione sul ceto medio, con l’intenzione di alleggerire il carico fiscale su chi, pur non essendo parte della fascia alta di reddito, subisce una pressione tributaria elevata. Un esempio significativo è quello di chi percepisce 55mila euro annui e che attualmente si vede tassare oltre il 50% del proprio reddito.
Complicazioni possono emergere dalla questione della minimum global tax al 15% già introdotta in Italia, ma che rischia di perdere efficacia se altre parti del progetto di tassazione internazionale sulle multinazionali dovessero fallire. In particolare, il ministro Giancarlo Giorgetti ha espresso preoccupazioni riguardo l’atteggiamento degli Stati Uniti che, tramando di frenare l’avanzamento del progetto.
Il ministro Giorgetti ha anche richiamato l’attenzione sulla mutata natura della base imponibile, oggi sempre più legata ai “dati” piuttosto che ai beni fisici come in passato, evidenziando la necessità di aggiornare il sistema fiscale in virtù delle nuove forme di ricchezza digitali.
Meloni, rifuggendo acclamazioni enfatiche sulle tasse tipiche di un passato governo, ha tenuto a precisare che il suo governo non propone “condoni” ma vuole piuttosto inviare un messaggio chiaro: nessun spazio ai “furbi”, ma pieno sostegno a chi si trova in difficoltà agendo con onestà. In questo percorso si procede anche verso l’allineamento delle sanzioni tributarie italiane a quelle europee, con l’obbiettivo di renderle meno sproporzionate e vessatorie.
Da quanto dichiarato da esponenti del Governo, emerge un chiaro orientamento verso una semplificazione del complesso sistema fiscale italiano e una maggiore equità tributaria, tracciando le linee di una riforma che vuole essere coraggiosa e strutturale.
