La fusione nucleare, vista da molti come la possibile chiave per una fonte energetica pulita e inesauribile, sta facendo passi da gigante grazie al progetto Iter (International Thermonuclear Experimental Reactor). Questo ambizioso programma internazionale, con l’obiettivo di dimostrare la fattibilità della fusione come fonte di energia su larga scala, ha raggiunto recentemente un traguardo significativo con la conclusione e la consegna di componenti fondamentali, noti come magneti toroidali ‘TF coils’, prodotti tra Europa e Giappone.
Il cuore pulsante di questa innovazione risiede nel lavoro realizzato dall’Italia, in particolare dall’azienda spezzina Asg Superconductors, che ha fornito dieci delle diciannove majestose bobine necessarie al funzionamento del tokamak di Iter. La cerimonia di celebrazione si è svolta a Cadarache, nel sud della Francia, dove è attualmente in costruzione il dispositivo. A questo importante evento hanno partecipato esponenti di rilievo come il ministro giapponese dell’Istruzione e della Scienza, Masahito Moriyama, e il ministro italiano dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin.
Queste bobine toroidali rappresentano una pietra miliare nella storia della fusione nucleare. Ogni bobina misura 17 metri di altezza per 9 di larghezza, con un peso che tocca le 360 tonnellate. Sono state progettate per lavorare in sinergia nel cuore del tokamak Iter, il magnete superconduttore che avrà il compito di mantenere il plasma a temperature estremamente elevate, necessarie per innescare le reazioni di fusione.
Il campo magnetico generato da questi dispositivi, la cui forza è paragonabile a 250 mila volte quella terrestre, delibererà un’energia magnetica totale pari a 41 gigajoule, rendendo il magnete Iter il più potente mai costruito.
La fusione nucleare imita il processo che alimenta il Sole, permettendo di ottenere energia da nuclei leggeri che si combinano a temperature e pressioni estreme. A differenza della fissione nucleare, la fusione è vista come una fonte di energia pulita e sicura, dato che non produce rifiuti radioattivi di lunga durata e presenta un rischio di incidenti minimale.
La partecipazione italiana al progetto Iter non solo rappresenta un traguardo tecnologico, ma anche un significativo passo avanti per l’industria nazionale in un settore ad alto contenuto tecnologico. La produzione delle bobine a La Spezia, realizzata in collaborazione con l’agenzia europea Fusion for Energy (F4E), esemplifica l’eccellenza italiana nell’alta tecnologia e la sua capacità di competere e collaborare in contesti scientifici e ingegneristici di rilievo internazionale.
In attesa del completamento di Iter, previsto per i prossimi anni, la comunità scientifica mondiale osserva con interesse i progressi di questo eccezionale esperimento, che potrebbe segnare l’inizio di una nuova era per la produzione di energia. L’Italia, attraverso il contributo di aziende come Asg Superconductors, si conferma protagonista in questo scenario globale, portando avanti il nome e l’innovazione del made in Italy nel mondo.
