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L’evoluzione del collezionismo in Italia: dalle tele all’arte digitale

In ECONOMIA
Marzo 27, 2024

Il panorama del collezionismo italiano si mostra in continua evoluzione, con un crescente interesse verso una varietà di beni culturali che va ben oltre la tradizionale passione per i dipinti. Secondo l’ultima pubblicazione ‘Collezionisti e valore dell’arte in Italia – 2024’, curata da Intesa Sanpaolo Private Banking in sinergia con la Direzione Arte, Cultura e Beni Storici e la Direzione Studi e Ricerche, i collezionisti nostrani si orientano maggiormente verso la pittura (89%), ma mostrano allo stesso tempo un’apprezzabile apertura verso nuove categorie di beni.

Tra queste, i libri si collocano in seconda posizione con il 29%, seguiti da oggetti di design (22%), orologi (16%), gioielli e preziosi (11%), vino e spiriti (7%), monete e francobolli (5%), fino ad arrivare a auto e moto d’epoca (4%). La sorpresa più innovativa è data, però, dall’interesse verso il mondo emergente della tecnologia e dell’arte digitale, che si concretizza con un interesse verso gli Nft o Non-fungible tokens (3%).

La survey all’interno del volume offre anche un ritratto dettagliato dei collezionisti italiani attraverso l’analisi di 280 risposte, selezionate da un panel composto da 6.398 appassionati. Il dato più evidente è rappresentato dalla fascia di età predominante, ossia quella tra i 50 e i 59 anni, che costituisce il 30% dei collezionisti. Tuttavia, si registra un significativo incremento tra i più giovani, con gli under 39 che raggiungono il 12% (+100% rispetto alla precedente rilevazione) e i quadragenari al 15%.

La presenza femminile in questo ambito si fa sempre più marcata, con il 40% delle rispondenti donne. Tale dato evidenzia un cambiamento di rotta rispetto al passato, rompendo quell’immagine tradizionalmente maschilista che ha a lungo caratterizzato il settore del collezionismo.

Rispetto al livello di istruzione, si nota come la laurea universitaria e il diploma la facciano da padrone, coinvolgendo il 44% dei collezionisti. Seguono, staccati, ma nondimeno significativi, dottorati, master e scuole di specializzazione, che totalizzano il 29%.

Questa fotografia del collezionismo italiano del 2024 sembra così rivelare un mondo dell’arte e dell’accumulo sempre più diversificato e inclusivo, con una polarizzazione minore rispetto al genere e all’età. Gli italiani mostrano di saper guardare con occhio nuovo alle forme d’arte contemporanee, senza però dimenticare il valore inestimabile dei beni storici e del collezionismo tradizionale. Un equilibrio tra passato e futuro che potrebbe rivelarsi il biglietto da visita del collezionismo italiano nei prossimi anni.