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Liliana Segre e la sfida contro l’odio: resilienza in un clima di minacce

In POLITICA
Maggio 13, 2024

Durante un recente incontro al Memoriale della Shoah di Milano, Liliana Segre, senatrice a vita e sopravvissuta all’Olocausto, ha condiviso riflessioni profonde sulle minacce che continua a ricevere, enfatizzando la sua determinazione a non lasciarsi intimidire da tali attacchi. “Ricevo minacce incredibili che per anni ho scelto di ignorare. Sono preoccupata per coloro che esprimono questi sentimenti di odio. Credo che necessitino di protezione e assistenza,” ha affermato Segre. Nonostante l’intensità di tali minacce, la sua risposta rimane improntata alla resilienza: “Ho vissuto esperienze tragiche; come potrei temere di uscire di casa ora?”

A 94 anni, Segre porta con sé non solo le cicatrici delle atrocità vissute, ma anche una vitalità e una passione per la vita che rifiuta di essere soppressa dai tentativi di intimidazione. “Per trent’anni ho visitato le scuole per raccontare la mia storia e gli orrori incontrati. E ora, in questa età avanzata, dovrei confinarmi in casa per paura? Assolutamente no,” ribadisce.

Questo spirito indomito risuona come un potente monito in un’epoca in cui il sentimento antisemita e l’odio sembrano trovare nuova linfa. Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, presente anch’esso all’evento, ha condiviso dati allarmanti: “Dal 7 ottobre, abbiamo registrato un aumento del 1000% nelle segnalazioni di sentimenti d’odio. Abbiamo incrementato le misure di sicurezza, tuttavia, l’antisemitismo può ancora alimentare il terrorismo.”

Piantedosi ha anche messo in guardia contro l’understatement rispetto a tale fenomeno nella discussione pubblica, insistendo sull’importanza di confrontarsi con azioni e ideologie discriminanti. “Negare la parola o attaccare simbolicamente la comunità ebraica è profondamente sbagliato. Le manifestazioni di antisionismo e antisemitismo devono essere respinte universalmente da tutti,” ha affermato il ministro.

Le parole di Segre e Piantedosi sottolineano un bisogno urgente di affrontare e condannare l’odio in tutte le sue forme, promuovendo una società basata sulla memoria, sull’educazione e sulla tolleranza. La testimonianza di Liliana Segre funge da ricordo essenziale e potente del prezzo della disumanità e della necessità di vigilanza costante contro il riaffiorare degli odi di vecchia e nuova concezione.

È cruciale che la comunità, sostenuta da politiche governative efficaci e un’educazione inclusiva e aperta, continui a lottare per un futuro in cui l’indifferenza e l’odio lascino spazio a comprensione e rispetto reciproco. La storia di Liliana Segre e la sua sfida attuale contro le minacce di morte riflettono il lungo cammino ancora da percorrere, ma anche la possibilità di resistenza e speranza tramite l’impegno collettivo e individuale.