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Sovranità digitale e futuro del lavoro: la sfida del XXI secolo secondo Futuro Nazionale

In AVELLINO, CAMPANIA, IN EVIDENZA, POLITICA
Giugno 14, 2026
Morano: “I cittadini producono valore ogni giorno nello spazio digitale, ma serve una nuova redistribuzione”.

Nel corso dell’Assemblea Costituente di Futuro Nazionale, il dirigente politico Sabino Morano ha posto al centro del dibattito una delle questioni più rilevanti del nostro tempo: il rapporto tra innovazione tecnologica, trasformazione del lavoro e sovranità nazionale nell’era digitale.  Un intervento che si inserisce nel più ampio confronto sulle conseguenze dell’avanzata dell’intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie emergenti, destinate — secondo Morano — a modificare in profondità il sistema produttivo tradizionale, riducendo progressivamente il fabbisogno di lavoro umano in numerosi settori.

Il valore nascosto dell’economia digitale

Al centro della riflessione dell’esponente politico vi è l’idea che l’economia contemporanea stia evolvendo verso un modello in cui ogni cittadino, attraverso le proprie attività quotidiane online, contribuisce alla generazione di valore economico. Dalle ricerche sui motori di ricerca alle interazioni sui social network, fino ai consumi digitali e alla produzione di contenuti, secondo questa visione milioni di utenti alimentano costantemente un ecosistema che produce ricchezza.  “Milioni di cittadini generano ogni giorno una ricchezza enorme nello spazio digitale”,  ha affermato Morano, sottolineando tuttavia come tale valore venga oggi “catturato e monetizzato da pochi grandi operatori globali, senza un adeguato ritorno per le comunità nazionali che lo generano”.

Verso una nuova idea di sovranità

Da questa analisi discende la proposta di ridefinire il concetto stesso di sovranità nel XXI secolo. Non più limitata alla sola dimensione territoriale e istituzionale, la sovranità — secondo Morano — deve oggi estendersi anche al controllo dei dati, delle infrastrutture digitali e dei nuovi processi di creazione del valore.  Una “sovranità digitale” che implica la capacità dello Stato di governare le trasformazioni tecnologiche senza ostacolarle, ma orientandole verso l’interesse collettivo. “Regolamentare senza soffocare, innovare senza subire, proteggere senza arretrare”, è la sintesi della linea indicata nel corso dell’intervento.

Il nodo della redistribuzione del valore

Particolare attenzione è stata dedicata al tema della redistribuzione dei profitti generati nell’economia digitale. Secondo Morano, una parte del valore economico prodotto dalle grandi piattaforme globali dovrebbe essere in qualche forma ricondotta a beneficio delle comunità nazionali. L’obiettivo, nelle intenzioni illustrate, sarebbe quello di costruire un meccanismo capace di coniugare sviluppo tecnologico, giustizia sociale e tutela dell’interesse nazionale, in un contesto in cui la concentrazione del potere economico digitale appare sempre più marcata.

Una sfida politica per il futuro

Nel passaggio conclusivo del suo intervento, Morano ha definito la costruzione della sovranità digitale una delle missioni centrali della nuova stagione politica promossa da Futuro Nazionale. Una sfida che, nelle sue parole, mira a evitare che il futuro venga determinato esclusivamente dai grandi attori tecnologici globali, riportando invece al centro il ruolo delle nazioni e dei cittadini nella definizione delle regole dell’economia digitale.

di Marco Iandolo