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L’Intelligenza Artificiale nel Settore Pubblico: Una Rivoluzione Professionale

In ECONOMIA
Maggio 21, 2024

L’avvento dell’intelligenza artificiale (IA) sta modificando non solo le dinamiche di mercato, ma anche le strutture organizzative del settore pubblico, secondo l’ultima ricerca di Fpa “L’impatto dell’intelligenza artificiale sul pubblico impiego”, presentata al Forum P.A. 2024. Secondo lo studio, il 57% dei dipendenti pubblici, pari a circa 1,8 milioni di lavoratori, è fortemente vulnerabile agli effetti di questa tecnologia, mentre il 12% di essi rischia il posto di lavoro, quantificabile in circa 218mila individui.

Il settore sta assistendo a una suddivisione tra ruoli che possono beneficiare dell’integrazione dell’IA e quelli che, invece, si trovano a rischio di obsolescenza a causa dei loro compiti ripetitivi e facilmente automatizzabili. Il 15% dei lavoratori risulta impattato minimamente o per nulla, indice di ruoli difficilmente sostituibili da automazioni. Al contempo, un gruppo significativo, il 28%, si trova in una posizione di moderata esposizione all’IA e potrebbe quindi beneficiare di una maggiore interazione con la tecnologia se adeguatamente preparato e supportato.

La ricerca evidenzia che esiste un ampio gruppo, circa il 80% dei lavoratori fortemente esposti, che potrebbe non solo coesistere, ma prosperare grazie all’IA, se inserito in un contesto abilitativo. Questa categoria include ruoli di leadership, dirigenziali e altamente specializzati, come i dirigenti scolastici, i magistrati e i direttori generali. Questi professionisti, tramite una sinergia con l’intelligenza artificiale, potrebbero vedere un incremento della qualità e dell’efficienza del loro lavoro, a patto di ricevere la formazione adeguata.

Tuttavia, ci sono quei ruoli meno specializzati e di natura routinaria che presentano vulnerabilità alla sostituzione. Questi includono circa il 12% dei dipendenti esposti, i quali svolgono mansioni che l’IA può facilmente replicare. Per questi lavoratori, si solleva l’importanza di un rinnovamento negli approcci formativi e organizzativi.

In risposta a questi cambiamenti, Carlo Mochi Sismondi, presidente di Fpa, sottolinea la necessità di una riforma strutturale nella pubblica amministrazione. Questa dovrebbe includere una revisione dei processi formativi prioritariamente orientati allo sviluppo di competenze trasversali come la creatività, l’adattabilità e il pensiero critico. Inoltre, è necessario un cambio nel paradigma organizzativo, abbandonando strutture gerarchiche e burocratiche a favore di maggior flessibilità, in modo da gestire efficacemente il cambiamento portato dalla ‘terza ondata’ di trasformazione del settore pubblico.

L’incorporazione dell’intelligenza artificiale nel settore pubblico non è solo inevitabile, ma se gestita con saggezza, può tradursi in un miglioramento significativo nella prestazione dei servizi pubblici e un rinnovamento della professionalità degli impiegati statali. Resta da vedere come le varie amministrazioni risponderanno a questa sfida, cruciali saranno l’atteggiamento proattivo nei confronti dell’innovazione e l’efficacia delle politiche di aggiornamento professionale implementate.