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Lombardia al Vertice degli Incassi per i Permessi di Costruire

In ECONOMIA
Luglio 13, 2024

Il recupero economico post-pandemia ha segnato una rinascita notevole nel settore delle costruzioni in Italia, esemplificato dalla generosa raccolta di oneri per i permessi di costruire che hanno rigenerato le casse dei comuni italiani. Nel corso del 2023, le entrate derivanti da questi oneri hanno superato la soglia di 1,7 miliardi di euro, un risultato che non solo riecheggia il pre-pandemia del 2019, ma va anche oltre, mostrando un vigoroso ritorno alla crescita.

Il sostanzioso incremento osservato nel 2021 segna una ripresa significativa rispetto alla sensibile contrazione del 2020, dovuta agli effetti dell’emergenza sanitaria globale. Secondo l’analisi effettuata da Siope+ (sotto la gestione del Mef) e elaborata dal Centro Studi Enti Locali, si evidenzia un aumento progressivo: da 1.709.936.666 euro nel 2019, precipitato a 1.388.386.748 euro nel 2020, e successivamente risalito fino a record di 1.854.560.848 euro nel 2021. E anche se il 2023 ha segnato una leggera riduzione rispetto al 2022, con un totale di 1.744.945.211 euro, rimane comunque più alto rispetto al pre-Covid, delineando un panorama di resilienza e ripresa.

La Lombardia si afferma come la grande protagonista in questo panorama economico, avendo incassato da sola, nel 2023, ben 433,3 milioni di euro, corrispondenti a quasi un quarto del volume totale nazionale. Questa non è una novità, ma la conferma di una tendenza consolidata che rende la Lombardia una vera e propria “locomotiva” dell’Italia in termini di attività edilizia, come confermato dall’analista Veronica Potenza.

Oltre la Lombardia, anche il Veneto gioca un ruolo chiave nello scenario delle costruzioni, con i suoi comuni che hanno raccolto 182 milioni. Combinando i dati delle due regioni, i proventi legati all’edilizia nuova hanno raggiunto, nel 2023, il 35% del totale nazionale, un primato che sottolinea quanto l’attività edilizia sia un indicatore critico della ripresa economica regionale.

Guardando alle altre regioni, l’Emilia Romagna si colloca al terzo posto con 160,7 milioni di euro raccolti, seguita da Lazio, Toscana, Piemonte e Puglia, mostrando una distribuzione delle risorse che, seppur ancora piuttosto concentrata, inizia a riflettere una dinamica di crescita più geograficamente estesa.

Questa immagine di recupero e ascesa, tuttavia, porta con sé interrogativi circa l’equità della distribuzione di questa ripresa. La concentrazione delle entrate in certe regioni, specie in Lombardia e Veneto, rischia di amplificare divari regionali esistenti in termini di opportunità e sviluppo. La sfida per l’Italia sarà quella di bilanciare questa crescita, assicurando che benefici e opportunità siano accessibili su una scala più equa e regionale.

In conclusione, mentre i dati del 2023 suggeriscono un resiliente recupero del settore delle costruzioni in Italia, rimangono questioni aperte riguardo la sostenibilità di una crescita tanto disomogenea. Sarà cruciale, nei prossimi anni, dirigere le politiche in maniera tale da supportare un riequilibrio, che non solo accresca l’economia, ma fortifichi anche la coesione sociale e territoriale del paese.