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Marco Cappato supera il malore cardiaco e lascia l’ospedale in Valle d’Aosta

In POLITICA
Gennaio 04, 2024
Dopo il ricovero per un problema ischemico, l'attivista migliora e si appresta a un periodo di cura e recupero

Marco Cappato, noto attivista e tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, ha lasciato l’ospedale Parini di Aosta in seguito a un ricovero d’urgenza causato da un serio malore. L’episodio, che ha avuto luogo lo scorso 31 dicembre mentre Cappato si trovava in Valle d’Aosta, è stato immediatamente trattato dall’equipe medica del nosocomio, garantendogli le cure necessarie e un veloce miglioramento delle sue condizioni di salute.

L’allarme si è scatenato quando Cappato ha accusato un problema di origine cardiaca che ha provocato uno screzio ischemico neurologico, influenzando principalmente la funzione della parola. Fortunatamente, gli accertamenti – compresa una risonanza cerebrale – hanno rivelato che il danno ischemico era di modesta entità.

Il dottor Mario Riccio, medico di fiducia di Cappato e figura di rilievo all’interno dell’Associazione Luca Coscioni, ha rilasciato un comunicato in cui dettaglia le condizioni dell’attivista, sottolineando che, nonostante il miglioramento e la dimissione, sarà ancora necessario un periodo di riposo e cure. Un dettaglio clinico non trascurabile emerso dall’episodio è la presenza del Forame ovale pervio cardiaco, una condizione congenita che può predisporre a problemi circulatori e potrebbe essere stata la causa dell’ischemia cerebrale di Cappato. Pertanto, nei prossimi mesi l’attivista sarà sottoposto a un intervento per la chiusura di questa piccola apertura nel cuore.

La comunità medica, rappresentata dalle parole di apprezzamento del dottor Riccio, ha dimostrato solidarietà e professionalità. I ringraziamenti si estendono a tutti gli operatori sanitari dell’ospedale Parini, inclusi i reparti di cardiologia e neurologia, quest’ultimo diretto dalla dottoressa Susanna Scordera, e alla dottoressa Laura Caligiana per l’eccezionale assistenza.

L’incidente ha toccato da vicino non solo l’ambiente dell’associazionismo e del volontariato legato al nome di Cappato, ma anche la cittadinanza che lo segue e lo sostiene nei suoi impegni civili. Il superamento di questo ostacolo rappresenta non solo il recupero di un individuo ma anche il prosieguo dell’impegno di un attivista che ha sempre messo la propria voce al servizio delle battaglie per i diritti civili. La vicenda personale di Marco Cappato si trasforma quindi in ulteriore testimonianza dell’importanza della salute e del supporto medico, evidenziando come situazioni inaspettate possano richiedere l’impegno congiunto di professionisti e il sostegno della comunità.