Nella capitale piemontese, l’Assemblea dell’Unione Industriali di Torino ha preso una decisione significativa per il futuro dell’economia locale, nominando Marco Gay come nuovo presidente per il periodo 2024-2028. Questo evento segna l’inizio di un nuovo capitolo per oltre 2200 aziende e più di 116.000 lavoratori rappresentati dall’organizzazione.
Marco Gay, figura di spicco nel panorama industriale, prende il timone con una visione chiara e un team di vicepresidenti specializzati in diverse aree cruciali per il tessuto economico torinese. La squadra eletta comprende Gabriella Marchioni Bocca, con responsabilità per le questioni europee, Antonio Casu, focalizzato sulla mobilità intelligente, e Alberto Dal Poz, che si occuperà delle relazioni industriali e delle filiere.
Le competenze si estendono anche all’internazionalizzazione e all’attrazione di investimenti, settori a cui Giorgia Garola darà il suo contributo. Non meno importanti sono gli ambiti di sostenibilità e responsabilità sociale, guidati da Marco Lavazza, e l’organizzazione e lo sviluppo associativo, sotto la direzione di Manuele Musso. Completano il quadro Tatiana Rizzante, experta in tecnologie digitali e intelligenza artificiale, e Marco Zoff, dedicato al settore aerospaziale.
Insieme a loro, il Consiglio di presidenza sarà arricchito dalla presenza di Barbara Graffino, presidente del gruppo Giovani Imprenditori, e Filippo Sertorio, al vertice della Piccola Industria. Questo team multidisciplinare racchiude le competenze necessarie per navigare le sfide del mercato attuale e futuro, mantenendo l’Unione Industriali di Torino come un attore chiave nello sviluppo economico e industriale della regione.
L’approccio di Marco Gay e della sua squadra si baserà sull’innovazione e sull’adattamento alle nuove necessità di un mercato in rapida evoluzione. La focalizzazione su temi come la sostenibilità, la tecnologia avanzata e l’espansione internazionale sono indicativi del percorso che l’Unione desidera intraprendere per mantenere la competitività delle imprese associate.
L’atto di votazione che ha consacrato questa nuova guida non è solo un rifacimento leaderistico, ma riflette anche un impegno rinnovato verso l’adattabilità e la proattività nell’affrontare le questioni globali, da quelle ambientali a quelle tecnologiche, che influenzano profondamente l’industria locale e internazionale.
Nel quadro di un mondo industriale che si confronta quotidianamente con le sfide di un’economia globalizzata, il ruolo dell’Unione Industriali di Torino diventa ancora più strategico. La capacità di allestire una squadra così diversificata e competente è espressione di un intento non solo di guidare ma di innovare e tracciare un solco profondo e durevole nel tessuto economico di Torino e dell’intero Piemonte.
L’impulso che Marco Gay e il suo team porteranno avanti nei prossimi quattro anni sarà determinante non solo per il consolidamento delle posizioni attuali, ma anche per la conquista di nuove opportunità di mercato e la creazione di un ambiente più favorevole alla crescita e all’evoluzione sostenibile dell’industria regionale. Questo capitolo promette di essere uno dei più stimolanti e decisivi per l’economia di Torino, con riflessi che si estenderanno ben oltre i confini della città.
