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Massa di Somma: neonato non registrato, madre denunciata

In CAMPANIA, CRONACA, NAPOLI
Febbraio 28, 2026
Ha partorito a fine gennaio ma non ha dichiarato la nascita nei termini di legge per permettere al figlio di avere il cognome del padre detenuto. Scatta la denuncia per soppressione di stato.

Una storia che intreccia sentimento, burocrazia e legge arriva da Massa di Somma, comune alle porte di Napoli. Nella notte del 25 gennaio una donna di 38 anni ha dato alla luce un bambino nella clinica Casa di Cura Nostra Signora di Lourdes. Madre e piccolo stanno bene, tutto procede senza complicazioni.  Il caso emerge però alcune settimane dopo, quando dai controlli anagrafici risulta che la donna, residente a Marano di Napoli, è ancora ufficialmente “nubile e senza prole”. Nessuna traccia del neonato nei registri dello Stato. La normativa prevede che la dichiarazione di nascita venga effettuata entro dieci giorni presso il Comune dove è avvenuto il parto oppure entro tre giorni direttamente nella struttura sanitaria. Nel caso di genitori non sposati, il riconoscimento del figlio può avvenire contestualmente, ma è necessaria la presenza di entrambi. Ed è proprio qui che nasce la scelta della donna. Il compagno, padre del bambino, è detenuto presso il Carcere di Secondigliano e sarebbe uscito a fine marzo. La 38enne avrebbe deciso di attendere la sua scarcerazione per consentire al figlio di avere fin da subito il cognome paterno. L’anomalia ha fatto scattare gli accertamenti dei Carabinieri della Stazione di San Sebastiano al Vesuvio, che hanno raggiunto l’abitazione della donna nel quartiere napoletano di San Giovanni a Teduccio. Nessuna situazione di pericolo: madre e bambino sono in buona salute. La scelta, però, non è conforme alla legge. La donna è stata denunciata per soppressione di stato. Nei prossimi giorni la posizione dovrebbe essere regolarizzata e il piccolo potrà essere ufficialmente registrato all’anagrafe, con il cognome del padre.

di Marco Iandolo