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Massimo Cacciari insignito del Premio “Giambattista Vico” al Castello di Vatolla: una celebrazione tra pensiero, memoria e territorio.

In CAMPANIA, CULTURA, SALERNO
Novembre 23, 2025
Nel corso della lectio magistralis, Cacciari ha ribadito l’attualità straordinaria del pensiero di Giambattista Vico.

Una mattinata dedicata al pensiero filosofico, alla storia delle idee e al legame profondo tra cultura e territorio ha fatto da cornice alla consegna del Premio “Giambattista Vico” al filosofo Massimo Cacciari, ospitata nella suggestiva sede del Castello di Vatolla. L’evento, tra i momenti centrali della rassegna I fiori del male – Festival dell’Essere, diretta da Daniela Di Bartolomeo e presieduta dal prof. Luigi Maria Pepe, ha richiamato studenti, studiosi e appassionati da tutta Italia.

Il richiamo di Vico e l’eredità della modernità

Nel corso della lectio magistralis, Cacciari ha ribadito l’attualità straordinaria del pensiero di Giambattista Vico, indicando nel filosofo napoletano una guida essenziale per comprendere le tensioni della modernità. Tra i temi al centro del suo intervento: il valore della memoria storica, la necessità di recuperare le radici culturali dei territori, il rischio delle derive tecnocratiche e la centralità dell’umano nei processi sociali contemporanei.  Per gli organizzatori, il premio non rappresenta solo un riconoscimento personale, ma anche un’occasione per riportare al centro del dibattito pubblico l’importanza del pensiero vichiano, profondamente legato a Vatolla, luogo in cui Vico trascorse anni fondamentali della sua formazione.

Giovani, cultura e identità: il cuore dell’incontro

Alla cerimonia hanno preso parte studenti e studiosi provenienti da diverse regioni italiane, protagonisti di una mattinata che ha intrecciato divulgazione, riflessione critica e testimonianze. La presidente della Fondazione Vico, insieme a vari accademici, ha richiamato l’urgenza di “mangiare la storia”, farla vivere e trasmetterla come antidoto alla dispersione culturale e come strumento per ricostruire un linguaggio comune fondato sulla memoria. La direzione artistica del Festival ha sottolineato come la presenza di Cacciari rappresenti un momento particolarmente significativo in un anno dedicato alla riscoperta delle radici culturali del Mezzogiorno.

Un Festival che intreccia idee e territori

L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso del Festival dell’Essere, animato dal prof. Vincenzo Pepe, presidente della Fondazione Giambattista Vico, che negli anni ha trasformato il Cilento in un punto d’incontro per filosofi, storici, artisti e figure di rilievo della cultura internazionale. L’edizione di quest’anno, segnata dal dialogo serrato con gli studenti, ha confermato la vocazione del progetto: far vivere i luoghi vichiani come veri e propri incubatori di pensiero. La giornata si è conclusa con un momento informale di confronto, in cui pubblico e organizzatori hanno riflettuto sul ruolo del Premio Vico nel rilanciare la funzione del pensiero critico nella società contemporanea.

dalla redazione