La vertenza Menarinibus torna al centro del dibattito politico nazionale. A rilanciare il tema è il deputato irpino Gianfranco Rotondi, che annuncia di aver avviato un’interlocuzione con il Governo dopo l’appello lanciato dai lavoratori dell’azienda, preoccupati per la carenza di commesse. Rotondi precisa di non essersi rivolto al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ritenendo conclusa la fase relativa al rilancio societario dell’azienda. “Urso – sottolinea – ha già svolto il proprio ruolo individuando una soluzione aziendale ormai consolidata”. Oggi, secondo il parlamentare, il problema è un altro: garantire un flusso di ordini che consenta a Menarinibus di lavorare a pieno regime. Nel mirino del deputato finiscono alcuni enti pubblici che, attraverso bandi di gara caratterizzati da clausole ritenute penalizzanti, finirebbero per favorire la concorrenza estera. Rotondi cita in particolare la Regione Campania, definendo “paradossale” l’eventualità che proprio la Regione in cui ha sede uno degli stabilimenti Menarinibus possa contribuire a penalizzare l’azienda. Per questo motivo il parlamentare ha deciso di investire della questione i vertici politici e tecnici del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con l’obiettivo di verificare se le criticità segnalate dai lavoratori riguardino anche altri enti pubblici e centri di spesa. A sostegno della sua tesi, Rotondi ricorda che Menarinibus si è aggiudicata la gara Consip 2024 per la fornitura di autobus a metano e ha partecipato alla gara Consip 2025 dedicata ai mezzi elettrici. Nonostante ciò, evidenzia, molte amministrazioni continuerebbero a non effettuare gli acquisti attraverso le convenzioni Consip. Secondo il deputato, dunque, il nodo non riguarda la competitività dell’azienda italiana, che sarebbe in grado di rispettare tutte le forniture derivanti dalle gare aggiudicate, bensì un sistema di procedure amministrative e clausole che, nei fatti, rischierebbe di avvantaggiare esclusivamente i grandi gruppi stranieri. “La questione – conclude Rotondi – merita un intervento del Governo”, esprimendo fiducia nel fatto che il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini possa assumere iniziative adeguate per tutelare un comparto strategico dell’industria nazionale e salvaguardare i livelli occupazionali.
di Marco Iandolo

