Sono stati rintracciati in un campo nomadi di via Salvanesco, alla periferia sud di Milano, i quattro giovanissimi che, secondo le ricostruzioni della Polizia locale, si trovavano a bordo dell’auto rubata che ieri ha travolto e ucciso Cecilia De Astis, 72 anni, mentre camminava in via Saponaro, nel quartiere Gratosoglio. Gli agenti, dopo ore di ricerche, hanno individuato i ragazzi – due dei quali fratelli – nascosti all’interno dell’accampamento. La più giovane del gruppo è una bambina. Le loro età vanno dagli 11 ai 13 anni. Dopo l’incidente, avvenuto nella mattinata di ieri, i quattro erano fuggiti a piedi, abbandonando il veicolo. Secondo le prime informazioni, l’auto era stata sottratta poco prima dell’impatto. L’investimento non ha lasciato scampo alla vittima, molto conosciuta nella zona. Inutili i soccorsi: la donna è deceduta sul posto. Per la loro giovane età, i minori non sono imputabili penalmente. La Procura per i Minorenni di Milano e i servizi sociali stanno valutando le misure di tutela e rieducazione da adottare, mentre i genitori o tutori legali potrebbero essere chiamati a rispondere civilmente dei danni. La tragedia riaccende il dibattito sulla devianza giovanile e sulle condizioni di vita nei campi nomadi, temi che negli ultimi anni hanno sollevato forti polemiche a Milano e non solo.
di Marco Iandolo

