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Milano Malpensa intitolato a Silvio Berlusconi: un tributo controverso?

In ECONOMIA
Luglio 11, 2024

L’universo aeroportuale italiano ha registrato recentemente un cambiamento denominativo significativo, destato a suscitare discussioni animose nel panorama politico e civile. L’aeroporto di Milano Malpensa, uno dei più trafficati d’Italia, è stato ufficialmente rinominato in onore dell’ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Il provvedimento, reso noto tramite un’ordinanza dell’Enac, ha modificato la denominazione dell’infrastruttura in “Aeroporto Internazionale Milano Malpensa – Silvio Berlusconi”, entrando in vigore immediatamente.

La gestione operativa dell’aeroporto è affidata alla società SEA (Società Esercizi Aeroportuali), che sarà responsabile dell’applicazione pratica della nuova nomenclatura. L’annuncio ha provocato reazioni variegate, riflesso della figura polarizzante di Berlusconi nel contesto politico italiano e internazionale.

Il vicepremier e ministro Matteo Salvini ha espresso tramite il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) la sua “grande soddisfazione” riguardo alla decisione, evidenziando la portata simbolica dell’intitolazione. Tuttavia, oltre all’apprezzamento di alcuni settori, non sono mancati gli scetticismi e le critiche, sia da parte dell’opposizione politica che da numerosi cittadini, preoccupati per l’impatto che tale scelta potrebbe avere sull’immagine internazionale dell’aeroporto e, più in generale, della nazione.

L’attribuzione del nome di figure politiche a infrastrutture pubbliche, in Italia come altrove, è una pratica che non manca mai di sollevare interrogativi riguardo alla sua opportunità. La decisione di etichettare l’aeroporto Malpensa con il nome di Berlusconi si caricata di particolare intensità, visto il contesto socio-politico che ha caratterizzato le decadi durante le quali ha operato come leader di partito e capo del governo.

In questo contesto, la valutazione della scelta diventa un esercizio di riflessione più ampio sulla memoria pubblica e sui criteri che dovrebbero guidare tali designazioni. L’infrastruttura, che svolge un ruolo cruciale per l’economia del nord Italia e si configura come un gateway verso il paese per milioni di viaggiatori ogni anno, incorpora ora una dimensione ulteriormente politica che potrebbe influenzare la percezione generale.

In definitiva, mentre alcuni vedono in questa intitolazione una giusta celebrazione di un leader storico dell’Italia post-bellica, altri la percepiscono come una mossa divisiva, che potrebbe scalfire l’immagine di neutralità e universalità tipicamente associata agli spazi aeroportuali. Quali possano essere le conseguenze a lungo termine di tale decisione rimane oggetto di speculazione, monitoraggio e, inevitabilmente, ulteriore dibattito.

La contesa non si esaurisce nell’ambito nazionale ma si insinua in una dimensione più vasta, gravida di implicazioni politiche, sociali e diplomatiche. La controversia su questa intitolazione non è quindi solo l’eco di un’opera politica, ma diventa il simbolo di quanto profondamente la politica possa intrecciarsi con la vita quotidiana degli italiani, persino nell’attraversamento degli spazi destinati a collegare il paese col mondo.