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Monte Faito dice addio a Vincenzo, storico volto del Papillon.

In CAMPANIA, CRONACA, NAPOLI
Dicembre 16, 2025
Per anni ha accolto turisti ed escursionisti nel piazzale dei Capi: un ristoratore semplice e generoso, diventato simbolo di accoglienza e resilienza della montagna.

Monte Faito piange la scomparsa di Vincenzo, storico proprietario del bar-ristorante Papillon, punto di riferimento per chiunque arrivasse in quota, nel piazzale dei Capi. Per anni ha rappresentato molto più di un semplice ristoratore: era una presenza familiare, capace di accogliere con un sorriso turisti, visitatori ed escursionisti, anche nei periodi in cui la montagna appariva più silenziosa.  Uomo schivo ma profondamente legato al territorio, Vincenzo ha contribuito a mantenere vivo il Faito con il suo lavoro quotidiano, diventando una figura centrale per la ristorazione in quota. Il Papillon non era solo un luogo di ristoro, ma uno spazio di incontro, attesa e condivisione, soprattutto per chi sostava prima o dopo il viaggio in funivia. Pochi giorni dopo la tragedia della Funivia del Faito, avvenuta lo scorso 17 aprile e costata la vita a quattro persone, Vincenzo aveva affidato ai social un messaggio che aveva colpito per equilibrio e senso di responsabilità. Dalla pagina Facebook del locale annunciò la regolare apertura del ristorante, nel rispetto di chi continuava a scegliere la montagna, nonostante il dolore:  “Il Monte Faito deve continuare a vivere. Noi, nella nostra tristezza, siamo aperti. La nostra stagione lavorativa è iniziata e continuerà fino alla fine”.  Parole che raccontano il suo profondo legame con il Faito e quello spirito di accoglienza che lo ha sempre contraddistinto. Un messaggio diventato, per molti, simbolo di resilienza e rispetto per un territorio ferito ma vivo. Nelle ore successive alla notizia della sua scomparsa, numerosi messaggi di cordoglio sono apparsi sui social, anche da parte di chi ricordava una sosta al Papillon, un caffè bevuto in attesa della funivia, due parole scambiate con Vincenzo. Monte Faito perde oggi non solo un ristoratore, ma una presenza autentica, capace di far sentire chiunque a casa.

di Fausto Sacco