Con un messaggio forte e diretto, Lucio Ronca e Simona Paolillo assumono la guida del coordinamento regionale della CNA Campania, con l’obiettivo dichiarato di rimettere al centro dell’agenda politica gli artigiani e le piccole imprese. Un passaggio strategico per la Confederazione Nazionale dell’Artigianato che, forte di oltre 4.000 iscritti, rilancia il proprio impegno per il rilancio del settore. “Lavoreremo esclusivamente per gli interessi degli artigiani”, ha dichiarato Ronca nel suo intervento introduttivo. “È ora che ricevano attenzione concreta da parte delle istituzioni”. Alla riunione hanno partecipato tutte le articolazioni territoriali della CNA:
- Antonio Catalano e Francesco Geremia per CNA Campania Nord (Napoli, Caserta e Benevento)
- Luca Beatrice e Berardo Pesce per CNA Avellino
Il clima è stato di piena condivisione: tutti i rappresentanti hanno fatto quadrato per sostenere la nuova fase organizzativa, fondata su coordinamento, partecipazione e concretezza. Nel corso dell’incontro, è stato presentato un programma operativo incentrato su:
- rafforzamento della bilateralità
- collaborazione con le Unioni di mestiere
- creazione di una segreteria operativa regionale che faccia da raccordo tra le province e il livello nazionale
Obiettivo dichiarato: superare frammentazioni territoriali e costruire una rete unitaria e funzionale per affrontare le difficoltà che colpiscono artigiani e PMI, soprattutto in un contesto economico ancora fragile. A partecipare ai lavori anche Andrea Battistoni, segretario regionale dei pensionati CNA, che entra nel coordinamento come invitato permanente. Presente anche Antonio Citro, neo presidente di CNA Salerno, che ha sottolineato la compattezza tra tutti i territori e la necessità di far emergere una voce comune nel confronto con istituzioni e stakeholder. “In Campania c’è bisogno di una rappresentanza forte, credibile e attiva sul territorio – ha commentato Citro –. Questa CNA lo può e lo deve fare”. Con la nuova guida Ronca–Paolillo, la CNA Campania apre una fase nuova, con più ascolto, più coesione e una visione chiara per il futuro del lavoro artigiano.
di Marco Iandolo

