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Napoli, Consiglio regionale, il centrodestra protesta: “Basta interrogazioni senza risposta”

In CAMPANIA, NAPOLI, POLITICA
Settembre 23, 2026
I consiglieri di opposizione occupano il piano degli uffici del presidente del Consiglio regionale Massimiliano Manfredi. Nel mirino i ritardi nelle risposte alle interrogazioni e, più in generale, il rispetto delle prerogative dell’Assemblea.

È una protesta dai toni fortemente politici quella inscenata dai consiglieri del centrodestra negli uffici del Consiglio regionale. Gli esponenti dell’opposizione hanno occupato il piano degli uffici del presidente del Consiglio regionale, Massimiliano Manfredi, esponendo cartelli per denunciare quella che considerano una persistente mancata risposta alle interrogazioni presentate e, più in generale, un ridimensionamento delle prerogative del Consiglio.  Al centro della contestazione c’è dunque il funzionamento dell’Assemblea e il rapporto tra maggioranza, opposizione e Giunta. Secondo il centrodestra, le interrogazioni presentate dai consiglieri non possono essere considerate un semplice adempimento formale, ma rappresentano uno degli strumenti attraverso i quali l’opposizione porta all’interno delle istituzioni le questioni che riguardano direttamente i cittadini.  A mettere nero su bianco le ragioni della protesta è il capo dell’opposizione Gennaro Sangiuliano, insieme ai capigruppo del centrodestra Massimo Pelliccia, Raffaele Maria Pesacane, Massimo Grimaldi e Sebastiano Odierna.  “Abbiamo inoltrato centinaia di interrogazioni su questioni centrali della vita dei cittadini in questa regione: ambiente, sanità, trasporti”, affermano i rappresentanti dell’opposizione. “Non sono nostri esercizi retorici, ma è la voce dei cittadini su fatti che implicano la qualità della vita, sui quali è doveroso dare risposte”.  La protesta assume così un significato che va oltre il singolo atto ispettivo. Per il centrodestra, infatti, la questione riguarda il ruolo stesso del Consiglio regionale e la possibilità per i consiglieri di esercitare pienamente le proprie funzioni di controllo e indirizzo.  Ambiente, sanità e trasporti sono, del resto, alcuni dei dossier più sensibili per la vita quotidiana dei cittadini. Ed è proprio su questi temi che l’opposizione rivendica il diritto di ottenere risposte puntuali dall’amministrazione regionale, trasformando le interrogazioni in uno strumento di confronto politico e istituzionale.  La scelta di portare la protesta direttamente negli uffici della presidenza del Consiglio regionale segnala, quindi, l’inasprimento del confronto tra le forze di opposizione e i vertici dell’Assemblea. Una mobilitazione che punta a riportare al centro del dibattito non soltanto i contenuti delle interrogazioni, ma anche le modalità con cui il Consiglio regionale esercita le proprie prerogative. La partita, ora, si sposta sul terreno istituzionale: da una parte la richiesta del centrodestra di risposte alle centinaia di interrogazioni presentate; dall’altra la necessità di chiarire tempi e modalità con cui gli atti ispettivi vengono esaminati e discussi.  Il nodo, in definitiva, è quello del rapporto tra controllo e governo. E la protesta del centrodestra prova a trasformare un tema apparentemente procedurale in una questione politica: quanto spazio deve avere l’opposizione nelle istituzioni e quanto devono essere tempestive le risposte alle domande che arrivano dai banchi del Consiglio?

di Fausto Sacco