Un mezzogiorno di paura si è trasformato in un enigma investigativo nel cuore del Vomero, dove una rapina in banca ha assunto i contorni di un’operazione quasi cinematografica. Teatro dell’episodio la filiale Crédit Agricole di Piazza Medaglie d’Oro, presa d’assalto intorno alle 12:00 da un commando composto, secondo le prime ricostruzioni, da tre uomini. A colpire fin da subito è stato il travestimento dei rapinatori: maschere raffiguranti celebri attori di Hollywood, un dettaglio che ha contribuito ad aumentare la tensione tra i circa 25 presenti, tra clienti e dipendenti, sequestrati all’interno dell’istituto. I banditi, agendo con freddezza e apparente coordinazione, hanno bloccato l’attività della banca e rinchiuso gli ostaggi in una stanza, guadagnando tempo prezioso. Immediata la risposta delle forze dell’ordine, che hanno circondato l’area e avviato le operazioni di messa in sicurezza. Sul posto sono intervenuti anche i vertici provinciali dei Carabinieri e la Procura, a conferma della gravità della situazione. All’esterno della filiale è stata rinvenuta un’Alfa Romeo Giulietta, risultata presumibilmente rubata e con targa contraffatta, ritenuta parte del piano logistico della banda. La priorità è stata sin da subito la salvaguardia degli ostaggi. Intorno alle 13:30, grazie a un intervento dei Vigili del Fuoco, è stato aperto un varco che ha consentito l’evacuazione di tutti i civili. Alcuni di loro hanno accusato lievi malori dovuti allo stress, ma nessuno ha riportato conseguenze gravi. Con l’edificio ormai sgomberato, restava il nodo più critico: la presenza dei rapinatori all’interno. Per questo motivo si è reso necessario l’intervento del GIS, il Gruppo di Intervento Speciale dei Carabinieri, giunto appositamente da Livorno. Dopo ore di attesa e tensione, alle 16:30 è scattato il blitz.
Ma all’interno della banca non c’era più nessuno.
Il sopralluogo ha rivelato il dettaglio decisivo: un foro nel pavimento, accuratamente realizzato, che collegava i locali della filiale a un sistema di cunicoli sotterranei o alla rete fognaria. Una via di fuga preparata con ogni probabilità nei giorni precedenti e sfruttata dai malviventi mentre l’attenzione delle forze dell’ordine era concentrata sulla gestione dell’emergenza esterna. Il bottino è ancora in fase di quantificazione, ma nel mirino dei rapinatori ci sarebbero state le cassette di sicurezza della banca. Gli investigatori stanno ora concentrando le indagini sull’analisi tecnica del tunnel e sulla possibile rete di complici che potrebbe aver supportato l’operazione. Resta, al momento, un colpo tanto audace quanto enigmatico, che riporta alla memoria le azioni della cosiddetta “banda del buco”, ma con modalità ancora più sofisticate. Un piano studiato nei minimi dettagli, capace di trasformare per ore il cuore del Vomero in un set d’azione reale, lasciando dietro di sé più domande che risposte.
di Marco Iandolo


