Il Consiglio comunale di Napoli ha approvato a maggioranza la riforma complessiva dello Statuto, aggiornando la carta fondamentale dell’Ente a oltre trent’anni dalla sua adozione. Un intervento organico e strutturato che ridisegna principi, strumenti di partecipazione e assetto amministrativo, con l’obiettivo di rendere l’azione pubblica più efficiente, inclusiva e trasparente. Il nuovo Statuto si articola in 102 articoli suddivisi in 9 Titoli e introduce una visione rinnovata del rapporto tra istituzioni e cittadini. Al centro della riforma si colloca infatti il tema della partecipazione: vengono estesi i diritti anche a non residenti, studenti e cittadini stranieri regolarmente presenti sul territorio. Contestualmente, si rafforzano gli strumenti di consultazione, si introducono consulte e osservatori tematici e si valorizza il bilancio partecipativo, favorendo un coinvolgimento diretto nelle scelte relative a servizi e risorse. Sul piano istituzionale, il testo ridefinisce il funzionamento degli organi comunali e introduce nuove figure, come i consiglieri aggiunti, oltre a strutturare strumenti come l’Ufficio di Presidenza. Viene inoltre istituita una Commissione consiliare dedicata ai temi della città metropolitana, della riforma della pubblica amministrazione e dell’innovazione tecnologica. Importanti novità riguardano anche l’organizzazione amministrativa, che viene orientata a un modello basato su obiettivi e risultati, con l’introduzione di indicatori di performance e sistemi di monitoraggio. Rafforzato il ruolo del Direttore generale e della dirigenza, in un’ottica di maggiore responsabilizzazione e controllo dell’azione amministrativa. La digitalizzazione diventa modalità ordinaria di funzionamento dell’Ente: gestione dei processi in forma digitale, accesso semplificato ai servizi e interazione online con i cittadini contribuiranno alla riduzione dei tempi amministrativi. Parallelamente, sul fronte dei servizi pubblici, il nuovo Statuto pone al centro qualità, sicurezza e accessibilità, introducendo anche strumenti operativi come il partenariato pubblico-privato e la possibilità di costituire fondazioni. Vengono inoltre rafforzati i principi di trasparenza e accesso ai dati, insieme a un aggiornamento del sistema dei controlli interni, inclusa la disciplina del Collegio dei revisori. Particolare attenzione è riservata al decentramento amministrativo. Lo Statuto rafforza il ruolo delle Municipalità, introduce i consiglieri aggiunti anche a livello municipale, prevede il sistema elettorale a doppio turno per il presidente e ne valorizza il coinvolgimento nella programmazione dell’Ente. La riforma introduce infine nuovi principi e istituti, tra cui il riconoscimento dell’acqua come bene comune, l’istituzione del Garante per l’infanzia e del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, oltre a un rafforzamento delle politiche di inclusione, legalità e sostenibilità. Nel corso dell’esame in Aula sono stati approvati diversi emendamenti, con particolare riferimento al funzionamento delle Municipalità. Tra le principali modifiche figurano la semplificazione della composizione dei consigli, l’introduzione di una soglia di sbarramento per le coalizioni, nuove modalità per l’elezione del presidente e un sistema aggiornato di indennità. Rivisto anche il criterio di ripartizione delle risorse, che includerà il numero degli abitanti tra i parametri, mentre alcune disposizioni entreranno in vigore immediatamente. Con questa riforma, l’Ente punta a modernizzare la propria struttura e a rafforzare il legame con il territorio, ponendo le basi per una governance più partecipata, efficiente e orientata al futuro.
di Fausto Sacco

