
Aveva promesso un gran concerto per riparare alla grande ingiustizia subita, per omaggiare l’intrepido cantante napoletano ai suoi esordi, i suoi amici tra i quali Maradona, la città di Napoli, i napoletani e il suo pubblico che è stato parte attiva dello spettacolo. Anzi, lo spettacolo nello spettacolo. Cinque generazioni che hanno cantato ogni singola canzone della non facile scaletta. Nino canta con tutto l’amore che ha dentro e il pubblico ricambia. Si commuove più volte, si inginocchia davanti a loro, li ringrazia dal profondo del cuore. Il pubblico ricambia ancora. Sono una sola cosa. Bel concerto, bella musica. A sorpresa arriva Marco Mengoni che canta in napoletano con lui e la splendida voce di Milly Ascolese, Marì ed esplode il Maradona. Nino D’Angelo è un artista a tutto tondo, un raffinato musicista tra jazz e musica etnica. Risuona in lui, Vincenzino Russo, Sergio Bruni, David Miles, Peter Gabriel, Pino Daniele, Billy Preston solo per citarne alcuni. Chi sa magari riuscirà davvero a riportare a Napoli il Festival della Canzone Napoletana. Non deve dimostrare da tempo più niente a nessuno. Gli esami sono finiti. Aspettiamo presto un intero concerto dedicato alla sua svolta artistica ad oggi. Infiamma i cuori, delizia la vita.
di Valeria Santurelli
