La lotta al fumo passa anche attraverso il portafoglio. Questa sembra essere la strategia del Governo Italiano, che ha imposto una nuova ondata di aumenti per le sigarette, questa volta toccando alcuni dei marchi più venduti nel paese. Dopo il precedente rincaro del 2 febbraio, che ha visto l’accisa unitaria salire da 20,20 a 29,30 euro per 1.000 sigarette, corrispondente a circa 10-12 centesimi in più per pacchetto, oggi si concretizza la seconda tranche di aumenti previsti dalla manovra per il 2024.
Tra i brand colpiti da questa nuova stretta fiscale vi sono alcuni tra i più noti, come le Camel, che subiscono un incremento di 20 centesimi per pacchetto. Per i fumatori abituali, coloro che consumano un pacchetto al giorno, il conto alla fine del mese sarà più salato di 6 euro, corrispondente a una spesa annuale aggiuntiva di circa 72 euro.
Questi aumenti non soltanto incidono sul budget dei consumatori, ma sono anche parte integrante delle politiche di disincentivazione del fumo, in linea con le raccomandazioni delle autorità sanitarie che mirano a ridurre l’incidenza delle malattie correlate al tabagismo.
I dettagli sugli incrementi appena applicati si possono trovare sul sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, dove oggi è stato reso disponibile l’aggiornamento dei listini dei prezzi al pubblico. La Federazione Italiana Tabaccai, attraverso il suo sito, ha reso noti gli aumenti, permettendo ai fumatori di prepararsi a queste variazioni di prezzo.
Queste misure fiscali sul tabacco, che tendenzialmente risultano in una diminuzione del consumo, sono parte di una strategia più ampia che comprende iniziative di sensibilizzazione e sostegno a chi desidera smettere di fumare. Ciò nonostante, l’incremento dei prezzi continua a essere uno degli strumenti più efficaci per scoraggiare l’acquisto di sigarette, soprattutto tra i giovani e le fasce meno abbienti della popolazione, secondo quanto indicano diversi studi in materia di salute pubblica.
Mentre il dibattito sulla efficacia di tali misure continua, tra chi sostiene la necessità di proteggere la salute pubblica e chi, invece, vede in queste scelte un peso eccessivo sulle tasche dei cittadini, ciò che è certo è che il fumo, oltre a essere un rischio per la salute, sta diventando sempre più un lusso che molti potrebbero decidere di non potersi più permettere.
