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Nusco, i miasmi del depuratore fanno esplodere la protesta degli operai

In AVELLINO, CAMPANIA, ECONOMIA
Agosto 28, 2026
Sirpress e Sai in allarme: circa 200 lavoratori chiedono interventi immediati. Zaolino: “A rischio la salute, la politica non perda altro tempo”.

L’aria nella Zona Industriale F1 di Nusco torna irrespirabile e la protesta dei lavoratori si allarga. A pochi giorni dalla riapertura delle fabbriche, il caldo ha aggravato la presenza dei miasmi provenienti dal depuratore, spingendo i circa 200 dipendenti di Sirpress e Sai, i cui stabilimenti confinano con l’impianto, a chiedere interventi immediati.  Gli RSU Gennaro Iannaccone per Sirpress e Christopher Camerlingo e Pasquale Mario per Sai hanno portato la questione all’attenzione del coordinatore generale Filcom-Fismic, Giuseppe Zaolino. I lavoratori sono pronti a proclamare lo stato di agitazione se non arriveranno risposte concrete in tempi brevi. “Avevo sollevato il rischio già alcuni giorni fa – afferma Zaolino –. I tempi della politica non sono compatibili con l’urgenza di intervenire per mitigare le esalazioni. Ci sono rischi concreti per la salute dei lavoratori e dei cittadini”.  Il sindacato chiede al Comune di Nusco di valutare anche provvedimenti straordinari. Tra le ipotesi avanzate, quella di un’ordinanza di restrizione per bloccare gli sversamenti di liquami provenienti da fuori provincia, così da ridurre nell’immediato almeno una parte dei cattivi odori e consentire di lavorare alla soluzione definitiva del problema. Zaolino richiama anche il precedente di Contursi, dove una situazione analoga sarebbe stata affrontata attraverso la copertura del depuratore e l’installazione di un sistema Scrubber per il filtraggio e l’abbattimento dei miasmi.  “A Contursi il problema è stato affrontato, mentre a Nusco perdiamo tempo e ci dividiamo sul da farsi”, sostiene Zaolino, che conclude: “Come sindacato ci battiamo per tutelare il lavoro e la salute. La politica dovrebbe guardare alle soluzioni già sperimentate in altre realtà e recuperare così parte della credibilità perduta”.

di Fausto Sacco