334 views 3 mins 0 comments

Olimpiadi di Cortina 2026: Le Opere Infrastrutturali nel Mirino di Legambiente

In ECONOMIA
Marzo 12, 2024

In previsione delle Olimpiadi invernali del 2026, che si terranno a Cortina d’Ampezzo, sono stati programmati numerosi progetti infrastrutturali di grande portata. Secondo un report pubblicato da Legambiente, oltre 20 opere con un budget allocato superiore a 30 milioni di euro ciascuna sono previste per essere realizzate nelle regioni della Lombardia, del Veneto e del Trentino-Alto Adige.

Tra gli interventi più significativi è possibile citare il villaggio olimpico temporaneo di Fiames a Cortina d’Ampezzo, con una previsione di spesa di circa 30 milioni, e il Cortina sliding centre il cui costo oscilla tra gli 80 e i 124,7 milioni di euro. In Lombardia, spicca la variante di Trescore-Entratico, per la quale sono stati stanziati 186,3 milioni di euro. Nel contesto del Trentino, si fa riferimento allo stadio del salto con trampolino, il cui costo è stato stimato in 36,6 milioni di euro.

Legambiente esprime serie preoccupazioni sulla sostenibilità di tali opere, mettendo in discussione non solo i potenziali benefici a lungo termine, ma anche la fattibilità temporale dell’intero piano di lavori. Viene sottolineata la minaccia rappresentata dalla crisi climatica e gli impatti che le grandi costruzioni potrebbero avere sull’ambiente. Inoltre, si evince un elemento di incertezza derivante dai ritardi nell’inizio dei progetti, gli aumenti dei costi preventivati, gare di appalto senza offerte valide e la propensione a ricorrere a strutture alternative meno onerose. Persiste l’incognita che alcuni cantieri potrebbero non essere avviati in tempo per le competizioni olimpiche oppure che i lavori possano essere conclusi solo dopo l’evento sportivo.

Queste considerazioni portano inevitabilmente alla discussione più ampia riguardante l’eredità che tali eventi internazionali lasciano ai territori ospitanti. Mentre alle Olimpiadi è spesso associata l’immagine di un impulso al miglioramento delle infrastrutture locali e al rilancio turistico, gli attivisti di Legambiente mettono in guardia contro il rischio di un lascito pesante in termini di costi sostenuti e di mancata utilizzazione di strutture costruite appositamente per l’evento olimpico, che potrebbero non trovare adeguato impiego una volta calato il sipario sui giochi.

Con il crescere delle preoccupazioni ambientali e un aumentato sguardo critico verso la spesa pubblica in Italia, l’appello di Legambiente si aggiunge alla voce di coloro che richiedono maggiore attenzione e rigorosa pianificazione nella realizzazione di opere infrastrutturali, soprattutto quando queste sono legate a eventi di portata globale come le Olimpiadi.