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Ondate di Calore e Disuguaglianze in Europa: Emergenza Urbana

In ECONOMIA
Giugno 07, 2024

Le crescenti temperature rappresentano una delle sfide più pressanti per le città europee, colpendo in modo sproporzionato i gruppi più vulnerabili della società. Questo fenomeno non solo accentua le disparità esistenti ma mette anche a rischio la vita di molti a causa dello stress termico, rivelatosi essere la causa dominante delle morti premature legate ad eventi climatici.

Recentemente, un importante studio condotto da un consorzio di ricercatori europei, tra cui gli esperti del Consiglio Nazionale delle Ricerche e del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici in Italia, ha messo in luce come le disparità nell’accesso agli spazi verdi urbani contribuiscano ad acuire le conseguenze delle ondate di calore. I risultati, pubblicati su Nature Cities e basati sull’analisi di quattordici grandi aree urbane, incluse Firenze e Roma, evidenziano una correlazione tra reddito e accessibilità a infrastrutture che potrebbero mitigare efficacemente l’impatto delle alte temperature.

Le città, con la loro densità edilizia e la scarsa ventilazione, diventano veri e propri ‘isole di calore’ dove le temperature possono essere significativamente più alte rispetto alle aree rurali circostanti. Questo fenomeno è aggravato dalla mancanza di spazi verdi, essenziali per offrire un rifugio dal caldo oppressivo.

Da qui l’importanza delle cosiddette soluzioni basate sulla natura (Nature Based Solutions), come il potenziamento delle infrastrutture verdi urbane. Queste soluzioni non solo aiutano a ridurre la temperatura degli ambienti urbani ma forniscono anche servizi ecosistemici vitali come la purificazione dell’aria e la regolazione del flusso delle acque.

Tuttavia, lo studio rivela una preoccupante disparità nell’accesso a tali risorse. Le persone a più basso reddito, tra cui inquilini, immigrati e disoccupati, sono quelli che più frequentemente si trovano in aree con scarsa disponibilità di “green cooling”. Al contrario, i residenti più abbienti godono di un accesso privilegiato a questi benefici, ampliando il divario esistente tra le diverse classi sociali.

Giacomo Nicolini, ricercatore del Cmcc e coautore dello studio, sottolinea come la conformazione urbanistica e sociale delle città europee tenda a marginalizzare ulteriormente i gruppi meno advantaggiati, limitando le loro possibilità di sfuggire agli effetti più dannosi delle ondate di calore.

È quindi evidente che l’urbanistica moderna debba incorporare una progettazione più equa e inclusiva, promovendo una distribuzione più uniforme delle aree verdi e delle tecnologie di mitigazione del calore. Questo non solo migliorerebbe la qualità della vita di tutti i cittadini ma contribuirebbe anche a combattere in maniera più efficace il cambiamento climatico.

La sfida è complessa e richiede un’impegno coordinato a tutti i livelli governativi e societari. Mentre le città continuano a espandersi e a densificarsi, l’importanza di una pianificazione che tenga conto della sostenibilità e della giustizia sociale diventa sempre più cruciale. Le ondate di calore non sono solo una questione di temperatura, ma anche di disuguaglianza, e affrontarle significa costruire un futuro più resiliente e inclusivo per tutti.