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Papa Francesco critica i candidati presidenziali statunitensi e esprime il desiderio di visitare la Cina

In POLITICA
Settembre 13, 2024

Con il recente rientro a Roma dopo il suo viaggio estensivo attraverso l’Asia e l’Oceania, Papa Francesco non ha mancato di far sentire la sua voce su questioni di rilevante portata internazionale. Arrivato all’aeroporto di Fiumicino poco prima del tramonto, il Pontefice ha tenuto una conferenza stampa a bordo del volo di ritorno da Singapore, dove ha toccato temi tanto delicati quanto divisivi.

Nel corso di questa improvvisata sessione di Q&A, Papa Francesco ha espresso un giudizio severo nei confronti dei principali candidati alle prossime elezioni presidenziali degli Stati Uniti, descrivendoli entrambi come figure “contro la vita”. La sua critica non mirava solo alle politiche interne degli Stati Uniti ma sottolineava l’incongruenza tra i principi etici sostenuti dalla Chiesa e le politiche perseguite dai suddetti candidati. Da un lato, c’è chi propone rigide politiche anti-immigrazione con la minaccia di deportazione di milioni di migranti; dall’altro, chi approva l’interruzione di gravidanza. La scelta ai votanti, secondo il Pontefice, appare moralmente ardua e contraddittoria con gli insegnamenti della Chiesa sui diritti umani fondamentali.

Il dialogo con i giornalisti a bordo ha toccato anche temi di politica estera, centralmente il rapporto tra la Santa Sede e la Cina, una nazione che Papa Francesco ha descritto come una “illusione” che ancora aspira a visitare. È evidente un certo ottimismo da parte di Francesco riguardo i progressi nel dialogo, in particolare per la nomina dei vescovi – un punto spesso critico nelle relazioni bilaterali, considerando il rinnovo dell’accordo biennale previsto per ottobre. Il Pontefice ha apprezzato gli sforzi reciprocamente vantaggiosi e le aperture dialogiche, sperando in ulteriori sviluppi positivi.

Una nota di delusione è stata, invece, la smentita riguardante un viaggio a Parigi il prossimo 8 dicembre per la riapertura di Notre Dame, contrariamente a quanto speculato da più parti. Anche la questione di un possibile ritorno in Argentina è rimasta aperta, con il Papa che ha manifestato il desiderio di tornare nel suo paese natale, senza tuttavia confermare dettagli o tempi precisi. Interessante è stata l’ipotesi di una sosta alle Canarie, luogo di forti tensioni migratorie, dimostrando ancora una volta la prossimità del Pontefice alle crisi umanitarie.

Le dichiarazioni rilasciate a bordo del volo non sono semplicemente commenti estemporanei; riflettono una visione della geopolitica mondiale filtrata attraverso la lente dei valori vaticani, ponendo il leader della Chiesa Cattolica in un ruolo attivo nei dialoghi globali su pace, equità e diritti umani. L’approccio francescano non si limita a osservare, ma cerca di influenzare, di dialogare e, ove possibile, di mediare.

Le parole di Papa Francesco dal volo Singapore-Roma risuonano come un chiaro promemoria della posizione morale che cerca di trasmettere, un messaggio che si spera possa echeggiare nei cuori e nelle menti dei leader mondiali e dei cittadini comuni, ispirando azioni coerenti con un etica di rispetto per la vita in tutte le sue forme.