Il fervore politico attorno al tema dell’autonomia differenziata ha trovato un nuovo fulcro nel Governatore della Campania, Vincenzo De Luca. Nel suo recente intervento, De Luca ha espresso forte contrarietà verso i meccanismi di questa proposta, considerandoli estremamente dannosi per la coesione nazionale, e ha lanciato l’idea di un referendum per rivisitare tale legge.
Il piano dell’autonomia differenziata, che mira a offrire maggiori poteri e risorse ad alcune regioni italiane, è visto da De Luca non solo come una minaccia alla parità tra le diverse aree del Paese, ma anche come un ulteriore stratagemma di centralizzazione delle decisioni politiche ed economiche a Roma. “Mentre ci si illude di decentralizzare, in realtà si assiste a un accentramento senza precedenti dei flussi finanziari come i fondi del Pnrr, i Fondi di coesione e altri”, ha evidenziato De Luca, delineando un scenario in cui l’autonomia differenziata fungerebbe da paravento per una maggiore concentrazione di potere nella capitale.
Oltre alla critica, il Governatore non si sottrae dal proporre soluzioni costruttive. Tra queste, la “burocrazia zero”, un obiettivo ambizioso che mira a snellire e semplificare drasticamente la macchina amministrativa italiana, ritenuta uno dei principali ostacoli allo sviluppo economico. De Luca propone un trasferimento di competenze più pragmatico e diretto alle Regioni di funzioni cruciali per l’impresa e la vita quotidiana: dai pareri ambientali a quelli sulle attività portuali, fino al superamento dei blocchi nei piani paesaggistici, che spesso paralizzano le iniziative per lunghi periodi.
L’appello al referendum lanciato dal Governatore campano non è solo un grido di protesta contro una legge ritenuta iniqua, ma rappresenta anche un tentativo di mobilitazione civica per riaffermare il principio di equità territoriale. De Luca sottolinea l’importanza di un’immediata attuazione di misure per la riduzione della burocrazia, intese come necessità urgente e indipendente dalle dinamiche dell’autonomia differenziata. Secondo il Governatore, simili provvedimenti potrebbero essere realizzati “già domani mattina”, dimostrando la fattibilità di un cambiamento rapido e significativo.
Quanto al referendum, si configura come strumento di ultima istanza per correggere una traiettoria politica percepita come dannosa e divisiva. La posizione netta di De Luca sull’autonomia differenziata solleva interrogativi profondi sulla coesione sociale e economica dell’Italia contemporanea e sul futuro dell’equilibrio tra la centralizzazione delle decisioni e l’autonomia regionale, temi caldi che continueranno sicuramente a dominare il dibattito politico nazionale nei prossimi mesi. La Campania si prepara, quindi, a seguire “passo passo” l’evoluzione di questa delicata vicenda, pronta a contrastare con ogni strumento democratico una legge che è vista come un pericoloso passo indietro per l’unificazione e l’equità del Paese.
