La trasferta di Lisbona per l’Atalanta si chiude con un pareggio che lascia l’amaro in bocca. La Dea, nella serata di Europa League, non è riuscita a capitalizzare il suo dominio contro lo Sporting, concludendo l’incontro con un risultato di 1-1.
Nonostante un avvio di partita che ha visto i bergamaschi imporre il loro gioco, è stato lo Sporting a trovare la via del gol al 18′ con Paulinho, sfruttando un contropiede che ha gelato le ambizioni iniziali dei nerazzurri. Non si è però demoralizzata la squadra guidata da Gasperini che, continuando a spingere, ha colpito due volte i legni della porta avversaria: prima con Holm e poi con Scamacca, quest’ultimo riuscendo comunque a trovare la rete del pareggio al 40′ con un tiro dal limite dell’area, mostrando le sue qualità balistiche e lanciando un segnale chiaro al ct Spalletti in vista degli Europei.
Nella seconda metà della partita, l’Atalanta ha mantenuto alta la pressione abbinata a una costruzione di gioco sempre offensiva. Lookman ha anch’egli colpito il legno, prolungando la serie di occasioni mancate per i bergamaschi. Lo Sporting ha cercato di rispondere con occasioni che hanno portato a un palo, cercando a sua volta di dettare i tempi del gioco con un’attitudine più reattiva.
Una delle fasi salienti del secondo tempo è stata l’annullamento di un gol di Torè, che aveva eseguito una prodezza acrobatica, ma il VAR ha prontamente segnalato una posizione di fuorigioco che non ha lasciato spazio a dubbi.
Il fischio finale ha sancito l’1-1, lasciando aperte tutte le possibilità per il ritorno. Se da un lato l’Atalanta può recriminare per le molteplici occasioni sprecate e per la mancanza di quella freddezza sotto porta che avrebbe potuto fare la differenza, dall’altro può guardare con fiducia alla gara di ritorno, dove servirà concretizzare di più per potersi aggiudicare la qualificazione ai quarti di finale della competizione.
