Livorno, 2 Gennaio 2024 – La comunità cattolica di Guasticce è stata scossa da un evento senza precedenti il 31 dicembre scorso quando Don Ramon Guidetti, fino a ieri parroco della parrocchia di San Ranieri, ha pubblicamente messo in dubbio durante un’omelia il pontificato di Papa Francesco, definendolo un “usurpatore”. La reazione della Chiesa non si è fatta attendere: il vescovo di Livorno, monsignor Simone Giusti, ha emesso un decreto di scomunica nei confronti del parroco ribelle.
La scomunica, una delle pene più severe previste dal diritto canonico, è stata dichiarata all’indomani dell’accaduto, il 1° gennaio 2024, in seguito alle affermazioni di Guidetti che hanno coinciso con la commemorazione del primo anniversario della morte di Papa Benedetto XVI. Il decreto, redatto dal cancelliere della Diocesi, don Matteo Giavazzi, accusa Don Guidetti di aver compiuto un atto scismatico: negando la sottomissione al Pontefice regnante e mettendo in discussione la comunione con i membri della Chiesa.
Nel testo si legge che Don Ramon Guidetti “è incorso ipso facto nella scomunica latae sententiae”, il che significa che la pena entra in vigore automaticamente senza la necessità di una dichiarazione ufficiale, per il tipo di reato commesso. Contestualmente, il sacerdote è stato sospeso a divinis, ovvero gli è stato proibito di esercitare i sacramenti, e rimosso dall’incarico di parroco.
Mons. Giusti ha fatto appello ai sacerdoti e ai fedeli della Diocesi, ammonendoli a non prendere parte ad eventuali celebrazioni o altre pratiche di culto officiate da Guidetti, sottolineando che parteciparvi comporterebbe l’incorrere nella “gravissima pena della scomunica”.
La misura severa riflette la serietà con cui la Chiesa tratta le questioni di unità e obbedienza al Pontefice romano. Pochi precedenti simili sono registrati nella storia recente e il caso di Guasticce segna un punto di riferimento nella salvaguardia dell’ortodossia e nella lotta al rischio di scismi interni.
Il caso di Don Guidetti solleva inoltre questioni non solo teologiche ma anche ecclesiali e comunitarie. La decisione di scomunicare un sacerdote è estremamente rara e anche controversa, poiché influisce direttamente sul tessuto spirituale e sociale di una parrocchia. La comunità di Guasticce si trova ora di fronte al compito di ricostruire in un contesto dolorosamente mutato.
La Diocesi ha annunciato che verrà nominato un nuovo parroco per la parrocchia di San Ranieri e ha chiesto preghiere per la comunità ferita e per Don Guidetti, affinché possa trovare la via per un possibile riconciliamento con la Chiesa universale. Nel frattempo, i fedeli di Guasticce e il clero diocesano sono invitati a rimanere uniti nell’obbedienza al Papa e nella fedeltà al magistero della Chiesa.
