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Valle Ufita, Rotondi lancia l’allarme: “Il polo logistico non può restare fermo”

In AVELLINO, CAMPANIA, POLITICA
Agosto 04, 2026
Il deputato della Democrazia Cristiana richiama Governo, Regione e Ferrovie alle proprie responsabilità: "Opera strategica per il Mezzogiorno, frutto di un impegno bipartisan. Bloccarla sarebbe un errore storico".

Il futuro della Valle Ufita passa dal polo logistico e dalla stazione Hirpinia dell’Alta Velocità. Ma mentre il territorio continua ad attendere l’avvio di una delle infrastrutture considerate decisive per lo sviluppo dell’Irpinia e dell’intero Mezzogiorno, cresce la preoccupazione per lo stallo del progetto. A riaccendere il dibattito è il deputato della Democrazia Cristiana, Gianfranco Rotondi, che interviene con una dura presa di posizione dopo le dichiarazioni del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ribadendo la centralità dell’opera e denunciando i ritardi che ne stanno rallentando la realizzazione.  “Non c’è una parola da aggiungere a quanto dichiarato dal ministro Piantedosi”, afferma Rotondi, definendo il polo logistico di Valle Ufita una grande infrastruttura destinata a cambiare il volto delle aree interne della Campania, soprattutto in connessione con l’imminente apertura della stazione Hirpinia dell’Alta Velocità.   Per il parlamentare irpino si tratta di un investimento destinato ad avere effetti paragonabili a quelli prodotti, decenni fa, dalla costruzione dell’Autostrada del Sole. Un progetto che, sottolinea, non appartiene a una sola parte politica, ma rappresenta il risultato di un percorso condiviso tra governi di diverso colore istituzionale.   Rotondi ricorda infatti che il primo finanziamento venne deciso durante governi di unità nazionale, successivamente inserito nella programmazione dei fondi europei Fesr della Regione Campania e infine rafforzato dall’attuale Governo nazionale.   “Se proprio vogliamo cercare una bandierina – osserva – sul polo logistico le troviamo tutte. Tutti erano d’accordo. Eppure l’opera non parte”.    Il deputato individua nell’iter progettuale il principale nodo da sciogliere. Il ritardo accumulato nella progettazione avrebbe infatti reso impossibile rispettare le rigide scadenze previste dal Pnrr, costringendo il Governo a trasferire le risorse sui fondi Fesr, caratterizzati da tempi di utilizzo più ampi. Una scelta che, secondo Rotondi, non può però giustificare il permanere dell’attuale situazione di stallo. Nel mirino finiscono sia Ferrovie dello Stato, quale soggetto incaricato della progettazione, sia la Regione Campania, accusata di non aver imposto tempi certi per l’elaborazione del progetto e di aver successivamente destinato ad altri interventi le risorse inizialmente previste per il polo logistico, senza un’adeguata comunicazione pubblica. “Tutto ciò è inqualificabile”, afferma Rotondi, ricordando il proprio coinvolgimento nella decisione politica che portò il Governo nazionale a sostenere l’infrastruttura. Un’opera che, a suo giudizio, nasceva da una forte convergenza del territorio: imprenditori, organizzazioni sindacali, amministratori locali e rappresentanti delle istituzioni avevano espresso un sostegno unitario, circostanza tutt’altro che frequente nella storia recente dell’Irpinia.   Il parlamentare ribadisce inoltre che il centrodestra considera il progetto uno dei cardini della propria strategia di sviluppo per le aree interne. Una visione che comprende il rilancio della produzione di autobus, il distretto dell’automotive, il polo della ricerca di Ariano Irpino, la nuova stazione Hirpinia dell’Alta Velocità e, naturalmente, il polo logistico destinato a collegare queste realtà produttive ai grandi corridoi nazionali ed europei.  Da qui l’appello finale a non disperdere il lavoro svolto negli ultimi anni. “Non possiamo retrocedere da questo impegno – conclude Rotondi –. Le dinamiche della campagna elettorale e della fine della legislatura non devono mettere in secondo piano un progetto strategico per il futuro dell’Irpinia e del Mezzogiorno. Oggi la priorità è salvare il percorso progettuale costruito finora e dare finalmente concretezza a un’infrastruttura attesa da anni”.

di Marco Iandolo