In un clima segnato da salari stagnanti, aumento del costo della vita e difficoltà crescenti per le piccole e medie imprese, Marco Rizzo e Paolo Agnelli annunciano un’iniziativa congiunta per il prossimo Primo Maggio. L’appuntamento è fissato a Bergamo, dove verrà presentato un “patto nazionale delle forze produttive” che punta a unire lavoratori e imprese contro quella che definiscono “la deriva speculativa della finanza”. L’evento si terrà alle ore 14:30 presso la Borsa Merci (Sala Sestini) e si propone come alternativa alle tradizionali celebrazioni sindacali della Festa dei Lavoratori. Al centro dell’iniziativa, spiegano i promotori, ci sarà la difesa della “civiltà del lavoro” e della dignità economica in un contesto che vedrebbe il sistema produttivo italiano sempre più sotto pressione. Nel comunicato, Rizzo attacca duramente i sindacati confederali, accusandoli di aver accettato condizioni contrattuali penalizzanti per i lavoratori. Il riferimento è a organizzazioni come CGIL, CISL e UIL, ritenute corresponsabili di un sistema che, secondo il leader di Democrazia Sovrana e Popolare, avrebbe portato a retribuzioni “da fame” e limitato la possibilità di rappresentanze alternative. “L’Italia deve tornare a chi lavora, non a chi specula”, afferma Rizzo, denunciando anche il ruolo delle istituzioni nel consolidare un modello che escluderebbe nuove forme di rappresentanza sindacale. Una posizione condivisa da Agnelli, presidente di Confimi Industria, che sottolinea le difficoltà delle PMI nel sostenere l’attuale contesto economico. Tra i temi centrali del manifesto anche il caro energia, indicato come uno dei principali fattori di crisi per famiglie e imprese. I promotori parlano di costi “esorbitanti” che incidono pesantemente sui bilanci domestici e produttivi, denunciando al contempo gli extraprofitti delle aziende energetiche e l’impatto negativo degli attuali equilibri geopolitici sull’economia nazionale. “Non possiamo restare in silenzio di fronte al dramma che stanno vivendo lavoratori e imprese”, si legge nella nota congiunta. “La piccola e media impresa è l’asse portante del Paese e oggi rischia di essere travolta da un sistema che non la tutela”. Il “patto delle forze produttive” si propone dunque come piattaforma politica ed economica alternativa, con l’obiettivo di rimettere al centro produzione, lavoro e sovranità economica. Resta da vedere quale sarà la partecipazione e se l’iniziativa riuscirà a incidere nel dibattito nazionale già fortemente polarizzato sui temi del lavoro e della rappresentanza.
di Marco Iandolo

