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Prudenza Predomina nelle Borse Europee: Riflettori su PMI e Verbali della Fed

In ECONOMIA
Maggio 23, 2024

Nelle ultime sessioni borsistiche, i mercati europei hanno manifestato una tendenza alla prudenza, interrotta da sporadici sprazzi di vitalità. Nell’ultima rilevazione, la Borsa di Milano ha registrato una lieve flessione dell’indice Ftse Mib, che ha perso lo 0,1%, fermandosi a 34.429 punti. Al contrario, la Borsa di Parigi ha guadagnato lo 0,15%, e quella di Francoforte lo 0,12%, mentre Londra ha subìto una diminuzione dello 0,28%.

Questa incertezza nei movimenti borsistici rispecchia le preoccupazioni emergenti dai recenti indicatori dei Purchasing Managers’ Index (PMI), che hanno evidenziato una certa debolezza nel settore dei servizi, unitamente all’attenta disamina dei verbali della Federal Reserve (Fed) statunitense. In tali verbali emerge chiaramente la crescente preoccupazione per l’inflazione, una situazione che potrebbe spingere alcuni membri “falchi” della Fed a considerare ulteriori rialzi dei tassi interestatali.

Parallelamente, il rapporto di spread tra i Btp italiani e i Bund tedeschi si è attestato a 128,5 punti, con un incremento dei rendimenti di 3 punti base, posizionandosi così al 3,85% sul decennale italiano. Anche i rendimenti decennali francese e tedesco hanno mostrato incrementi rispettivi di 2,5 e 3 punti.

Sul mercato italiano, la sessione ha visto un declino per Mps, che ha subito una perdita del 2,1%, nonostante una precedente fase di acquisizioni. Circolano voci di una possibile vendita da parte dello Stato italiano di una partecipazione fino al 16%, operazione che non si baserebbe su un collocamento accelerato e vedrebbe il coinvolgimento delle fondazioni già detentrici di azioni. In controtendenza, le azioni di Tim hanno segnalato una crescita dell’1,6%.

Guardando al settore delle materie prime, il prezzo del gas ha continuato a salire, approssimandosi a 35 euro per megawattora, in risposta ai timori espressi da Vienna riguardo a un potenziale blocco delle forniture di gas dalla Russia verso l’Austria. Nel frattempo, i prezzi del petrolio sono rimasti stabili, con il WTI a 76,5 dollari per barile e il Brent leggermente superiore, a 82 dollari.

Nel mercato valutario, l’euro ha mostrato un apprezzamento nei confronti del dollaro, attestandosi a 1,0842 dollari.

Tutti questi dati suggeriscono un panorama di cauta aspettativa tra gli investitori, che rimangono sensibili agli sviluppi economici globali e alle politiche monetarie, in un contesto incerto dovuto alle pressioni inflazionistiche e alle politiche di risposta delle banche centrali. La situazione implica un equilibrio delicato per i mercati finanziari, che devono navigare tra la crescita economica e il controllo dell’inflazione, sottolineando l’importanza di una strategia di investimento informata e reattiva agli sviluppi macroeconomici.