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Rallentamenti nei Pnrr: La BCE Sollecita una Revisione del Piano

In ECONOMIA
Febbraio 17, 2024
Isabel Schnabel dell'Eurotower evidenzia criticità nel sistema di controllo e nell'ambizioso orizzonte temporale del 2026.

Durante una recente lezione tenutasi all’European University Institute di Fiesole, Isabel Schnabel, esponente del board della Banca Centrale Europea, ha sollevato questioni critiche in merito all’esecuzione dei Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza (Pnrr). I dati attuali evidenziano una marcata decelerazione nelle azioni di implementazione del piano, nonostante il tentativo di recupero registrato nel mese di dicembre.

Uno degli ostacoli principali riscontrati è correlato al sistema di audit e controllo posto in essere, che secondo Schnabel, si è rivelato causa diretta di ritardi nelle richieste di pagamento. Questo burocratico rallentamento, se non indirizzato, potrebbe compromettere l’efficacia del piano finalizzato al rilancio e al rafforzamento dell’economia europea segnata dalla pandemia.

Oltre ai problemi associati al sistema di controllo, l’attenzione si è focalizzata anche sull’ambizioso traguardo temporale previsto dal piano per il 2026. La Schnabel ha espresso preoccupazione per le possibili conseguenze negative, come eventuali strozzature nell’offerta e pressioni inflazionistiche che possono emergere a causa di una corsa contro il tempo che spingerebbe gli Stati membri ad optare per “progetti facili da realizzare” anziché per investimenti a lungo termine e di maggiore impatto strategico. La selezione di progetti meno complessi potrebbe quindi ridurre l’effettiva potenzialità trasformativa del Pnrr.

In questo scenario, diventa fondamentale ripensare il Pnrr con un approccio più flessibile e sostenibile. Gli Stati membri dovrebbero valutare seriamente la possibilità di rivedere sia il meccanismo di controllo che il timeframe impostato, in modo da garantire il successo del piano d’azione senza sacrificarne la qualità e l’integrità delle iniziative proposte. Ciò non solo potrebbe migliorare la fluidità dell’attuazione del piano stesso, ma anche fornire un impulso più concreto alla crescita economica europea post-pandemia.

Il dialogo tra le istituzioni europee e gli Stati membri si annuncia quindi imprescindibile, al fine di superare i nodi burocratici e di raggiungere gli obiettivi di ripresa e resilienza collocandoli all’interno di un contesto economico e sociale equilibrato e futuro-orientato.