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Ricerca di un nuovo manager per il Porto di Trieste con prospettive europee

In ECONOMIA
Marzo 05, 2024

La gestione del Porto di Trieste, uno dei punti nevralgici per il commercio e la logistica in Italia e nell’intero contesto europeo, si trova a un bivio strategico. Dopo le recenti dimissioni di Zeno D’Agostino dalla presidenza del porto, il dibattito si concentra su chi sarà il suo successore e quali competenze dovrà possedere per poter sostenere e potenziare il ruolo del porto a livello internazionale.

Massimiliano Fedriga, il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, in una dichiarazione ha fatto emergere la necessità di affidare la gestione del porto a un manager dotato di una forte visione europea. L’esigenza espressa da Fedriga è quella di una figura in grado di guardare oltre l’orizzonte locale, per proiettare il porto di Trieste in una dimensione che va a braccetto con l’evoluzione dei flussi economici e logistici dell’Unione Europea.

Nel corso dei prossimi mesi, in collaborazione con il ministero competente, verranno fatte le valutazioni necessarie per individuare il profilo adatto a ricoprire questo ruolo chiave. La selezione di un manager con queste caratteristiche rispecchia una strategia che punta ad attrarre investimenti significativi e a instaurare collaborazioni con partner industriali capaci di investire risorse nell’attività portuale e nella logistica. Questa direzione va interpretata non solo come una reazione alle recenti dimissioni, ma come una mossa proattiva per posizionare il Porto di Trieste come player competitivo e influente all’interno dello scacchiere europeo.

Il porto, già di per sé un hub di elevata rilevanza commerciale grazie alla sua posizione strategica come finestra sul mare per l’Europa Centrale e Orientale, avrà bisogno di una guida che sappia navigare le complesse acque della geopolitica e dell’economia internazionale. La sfida sarà quindi quella di abbinare una solida comprensione del contesto locale con una proiezione internazionale, elementi fondamentali per una crescita sostenibile e per un rafforzamento delle partnership oltre confine.

Il processo di selezione e le future decisioni saranno vigilate con interesse da operatori economici, istituzioni e cittadini, i quali attendono di vedere se la nuova direzione saprà trasformare le potenzialità del porto di Trieste in reali opportunità di sviluppo e cooperazione a livello continentale. Nel frattempo, le riflessioni di Fedriga sottolineano una consapevolezza delle dinamiche globali che potranno determinare il futuro non solo del porto ma dell’intera regione Friuli Venezia Giulia e del suo inserimento nel contesto più ampio dell’economia europea.