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Riforma imminente: separazione delle carriere dei magistrati prevista per la primavera

In POLITICA
Marzo 27, 2024

La separazione delle carriere dei magistrati, uno dei nodi centrali del programma di governo in materia di giustizia, sembra essere in dirittura d’arrivo. A tracciare la roadmap è stato il Ministro della Giustizia Carlo Nordio, che durante il question time alla Camera ha precisato che il disegno di legge sarà presentato entro il mese di aprile o al massimo di maggio del corrente anno. Una mossa attesa che pone le basi per un radicale cambiamento nel panorama giuridico italiano.

Stiamo parlando di una scissione fra chi esercita funzioni giudicanti e chi invece svolge ruoli requirenti, ovvero magistrati togati e pubblici ministeri. Tale riforma non solo ha implicazioni pratiche immediate, ma richiede anche una revisione della Costituzione, data la sua portata e il bisogno di adeguare le istituzioni a questa nuova realtà. In particolare, la scissione porterebbe alla creazione di due Consigli Superiori della Magistratura (CSM) distinti, ciascuno responsabile per la gestione e la disciplina dei magistrati all’interno della propria sfera.

Il Ministro Nordio ha evidenziato come la riforma sia “consustanziale” alla riforma del CSM, e proprio per questa sua radikalità, il percorso legislativo sarà inevitabilmente più articolato e lungo. Con l’intenzione di procedere con tempi brevi nella presentazione del provvedimento, ci si prepara a un dibattito parlamentare che si preannuncia acceso e di fondamentale importanza per l’assetto giudiziario del paese.

La riforma si inserisce in un tessuto più ampio di revisioni istituzionali, includendo anche la riforma del premierato, che mira a stabilire tempi e modi per una gestione efficace del potere esecutivo. Tutto ciò sottolinea una volontà di rinnovamento e di adeguamento delle strutture che reggono la vita pubblica italiana alle esigenze di un sistema democratico sempre più complesso e sfaccettato.

Quanto alla questione della separazione delle carriere dei magistrati, il dibattito si protrae da anni e vanta sostenitori tanto quanto oppositori. Chi è favore, sostiene che una netta divisione tra le funzioni di accusa e di giudizio possa garantire maggiore imparzialità e indipendenza della giustizia, mentre i contrari temono che si possa perdere un’unità di cultura giuridica e di esperienze tra le due figure professionali che finora hanno caratterizzato il sistema judiziario italiano.

Con questi annunci, il ministro Nordio stabilisce un termine preciso per l’incipit di questa importante trasformazione, e ora tutti gli occhi sono puntati sul Parlamento e sulle prossime mosse del Governo. Il cammino verso la riforma è tracciato, e il conto alla rovescia è iniziato.