Roma, “Aggiungi un sorriso a tavola”: la Sapienza restituisce dignità e socialità ai pazienti oro-facciali

In INSERTI SCIENZA, REGIONI
Gennaio 23, 2026
Un progetto multidisciplinare unisce odontoiatria, nutrizione e psicologia per migliorare la qualità di vita di chi ha subito traumi o malattie oncologiche del volto.

Per chi affronta una malattia oncologica o ha subito un trauma al volto, anche gesti semplici come sorridere o mangiare insieme possono diventare difficili. Da questa realtà nasce “Aggiungi un sorriso a tavola”, il progetto di terza missione dell’Università di Roma La Sapienza che punta a restituire funzione, benessere e relazioni ai pazienti con danni al distretto oro-facciale.  L’iniziativa è stata presentata all’Ordine dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Roma e coinvolge un team multidisciplinare composto da odontoiatri, oncologi, chirurghi maxillo-facciali, psicologi e nutrizionisti. L’obiettivo è costruire un percorso di cura integrato che non si limiti alla terapia clinica, ma tenga conto anche degli aspetti emotivi e sociali.  “La cura non coincide solo con il trattamento della malattia”, ha spiegato Edoardo Brauner, docente alla Sapienza e responsabile del progetto. “La perdita della funzione orale incide profondamente sulla vita privata e sulle relazioni. Vogliamo aiutare i pazienti a tornare a sedersi a tavola e a condividere un pasto, senza paura o imbarazzo”.   Il progetto, della durata di 18 mesi, prevede anche la riabilitazione gratuita di un numero selezionato di pazienti e attività pratiche in cucina, dove i partecipanti potranno preparare piatti adatti alle loro condizioni, riscoprendo il valore del cibo come strumento di relazione.   Secondo Arianna Patriarca, consigliera CAO dell’Omceo Roma, l’iniziativa rappresenta “un esempio concreto di sanità etica, inclusiva e umanizzata, che non lascia indietro nessuno”.   “Aggiungi un sorriso a tavola” conferma così il ruolo dell’università come ponte tra ricerca e società, dimostrando che prendersi cura significa anche restituire fiducia, dignità e possibilità di relazione.

dalla redazione