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Separazione delle carriere e rispetto per la magistratura: Rotondi rilancia la posizione della Dc sul referendum

In CAMPANIA, Caserta, POLITICA
Febbraio 21, 2026
Il presidente della Democrazia Cristiana difende il Sì e richiama la tradizione politica del partito, sottolineando il sostegno al lavoro del procuratore Gratteri nella lotta alla criminalità organizzata.

A Casal di Principe, in provincia di Caserta nel corso di un confronto pubblico dedicato al referendum, Gianfranco Rotondi ha ribadito con decisione la posizione della Democrazia Cristiana a favore del Sì, inserendo il dibattito nella continuità della tradizione politica del partito e invitando a mantenere toni sereni nel confronto. Secondo Rotondi, la scelta favorevole alla separazione delle carriere ha radici lontane nella storia democristiana. Il riferimento è alla nascita del Partito Popolare Italiano, quando il tema fu già posto dall’ultimo segretario della DC, Mino Martinazzoli, figura che aveva ricoperto anche l’incarico di Guardasigilli. Per il presidente della Dc, l’attuale posizione del partito rappresenta dunque una prosecuzione coerente di quella impostazione riformista.  Rotondi ha inoltre sottolineato come il sostegno al Sì debba essere espresso “senza guerre di religione”, mantenendo un confronto politico rispettoso e lontano da polarizzazioni ideologiche. L’obiettivo, ha affermato, è discutere la riforma della giustizia sul piano delle proposte istituzionali piuttosto che su quello dello scontro politico.  Nel suo intervento non è mancato un passaggio di stima verso il lavoro del procuratore Nicola Gratteri, indicato come guida di una delle procure più esposte nella lotta alla criminalità organizzata. Rotondi ha precisato che le diverse posizioni sul referendum non devono mai tradursi in delegittimazione dell’impegno delle istituzioni impegnate nel contrasto alle mafie.  In chiusura, il deputato irpino ha ribadito che, pur nel dibattito politico sul referendum, deve restare “l’assoluta unità delle forze politiche nel rispetto e nel sostegno” al lavoro della magistratura impegnata contro la criminalità organizzata, richiamando la necessità di mantenere alto il livello di collaborazione istituzionale.

di Marco Iandolo